Gioco
Quando a Livorno c’erano più sale che negozi di abbigliamento...
Chi ha buona memoria aggiungerà alla lista qua sotto il Centrale di via dei Carabinieri diventato una banca, lo stesso Goldoni, per anni adibito a cinema, e magari anche l’Ariston, arena estiva da...
Chi ha buona memoria aggiungerà alla lista qua sotto il Centrale di via dei Carabinieri diventato una banca, lo stesso Goldoni, per anni adibito a cinema, e magari anche l’Ariston, arena estiva da 1500 posti tra via Marradi e il palazzo della Coin, che fu venduto dalla famiglia di Anna Razzaguta per ricostruire proprio il Kino Dessé e una parte del Moderno.
Cinema in alcuni casi leggendari, che avevano resistito ai bombardamenti per cadere poi sotto le ruspe e far posto al solito cubo di cemento (come il Politeama) o ai maxi negozi arrivati negli anni Duemila.
La lista, come si può vedere è lunghissima, a dimostrazione di una città che per buona parte del Novecento ha vissuto alla massima potenza l’entusiasmo del grande schermo.
Tanto per avere un’idea in via Vittorio Emanuele, l’attuale via Grande, nella prima metà del Novecento le sale si susseguivano come oggi i negozi di abbigliamento: al civico 7 c’era il Parisien, all’11 il Garibaldi, al 15 il Sole, al 26 il Lepanto, al 33 lo Splendor, al 38 il Marconi, al 46 il Lux et Umbra, al 53 l’Edison. E in via Garibaldi al numero 13 l’Italia, più l’Orientale in via Solferino, il Moderno fuori Barriera San Marco e il Sempione in via Pellettier. Un’altra città. Un’altra epoca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google