Gioco
Muore a 46 anni a Milano l’architetto “Amaranto”
È scomparso lunedì mattina dopo una lunga malattia Alessandro Bigliarini Dal 1987 viveva in Lombardia, ma il suo cuore è sempre rimasto a Livorno
È morto a 46 anni, dopo aver lottato a lungo contro una grave malattia. Un male che non gli ha mai tolto il sorriso e la voglia di vivere. Alessandro Bigiarini, se n'è andato così ieri mattina all'ospedale di Milano dove era ricoverato da alcuni giorni.
Alessandro, "Bigio", per gli amici, viveva ormai a Milano dal 1987, ma il suo cuore è sempre rimasto amaranto, fino all'ultimo. Nato a Livorno il 17 agosto 1966 Alessandro si era laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano. Professionista apprezzato e molto conosciuto aveva fin da dopo la laurea cominciato a svolgere la propria attività come libero professionista e consulente esterno per diversi studi di architettura in Milano, tra cui lo Studio Albini, lo Studio Odb partners, lo Studio Antonio Piva, lo Studio Ebm and Partners. Nel 2008 poi aveva deciso di mettersi in proprio aprendo il suo studio di architettura: "Studio AdB architecture and design", specializzato nella progettazione integrata riunendo professionisti con esperienza pluriennale nella progettazione architettonica, nella progettazione sia degli spazi di lavoro che di spazi commerciali e nel interior design.
Un livornese doc Alessandro, ironico e combattivo, con un passato da giovane gloria del calcio locale (aveva giocato come difensore nelle giovanili del Viareggio e del Livorno). Una passione, quella per il pallone, che non lo ha mai abbandonato, tanto da, una volta trasferitosi definitivamente a Milano, entrare subito a far parte della "Milano Amaranto": club di livornesi residenti sotto "la madunina", ma nostalgici dei Quattro Mori che organizzano ritrovi, cene e incontri a tema esclusivamente amaranto e labronico.
"Alessandro era davvero un uomo ricco di energia e positività - racconta l'amico di sempre il fotografo Andrea Salpetre - Nonostante la malattia ha continuato a combattere fino all'ultimo giorno con il sorriso sulle labbra, facendo progetti, sognando avventure e anche continuando a tifare il suo amato "Livorno"". Ed è proprio con Andrea che nel 1987 era iniziata "l'avventura milanese" di Alessandro: "Siamo partiti insieme in macchina - ricorda Andrea - eravamo solo dei ragazzi pieni di sogni da realizzare, ma ce l'abbiamo fatto. Alessandro era così, quando si metteva in testa una cosa niente e nessuno poteva fermare la sua determinatezza. Ci mancherà incredibilmente".
Alessandro lascia la sua compagna e suo padre e sua madre Luciano Bigiarini e Fiorella Fachin. "Mio figlio aveva realizzato la sua professionalità e incontrato l'amore della sua vita a Milano - racconta il padre - ma Livorno è rimasta sempre la sua città. Tornava spesso a trovarci, anche solo per vedere il suo mare. Uno dei suoi ultimi progetti prima di scoprire di essere malato era proprio quello di costruire una Rsa a Livorno, poi con la malattia tutto è sfumato, ma io so che niente lo avrebbe reso più felice di poter vedere realizzata una sua progettazione nella città che amava di più al mondo. Una città che ben lo rappresentava: coraggiosa, ironica, forse a volte irriverente, ma sicuramente geniale. Mio figlio era davvero una persona unica". La data per i funerali di Alessandro non è ancora sicura, "ma saranno a Livorno - afferma il padre - so che avrebbe voluto così".
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