Toscana
Chiude dopo mezzo secolo il barbiere di Antignano
Lio Pupilli lascia la storica attività: «A 82 anni è arrivato il momento di smettere anche se i miei clienti mi mancheranno proprio come una famiglia».
LIVORNO. Fuori dal suo fondo in via Ozanam in cinquant’anni non non è servita neppure l'insegna. Perché tutti ad Antignano (provare per credere) sanno dove si trovano le forbici di Lio Pupilli, storico barbiere.
Classe 1931, per più di mezzo secolo ha accolto i suoi clienti in questo angolo di paese dove il ventilatore non ha mai avuto nessuna intenzione di farsi scavalcare dall'aria condizionata. «Questa saracinesca l'ho tirata su il 15 gennaio '61: erano le otto in punto di una domenica mattina E da quel giorno davanti allo specchio si sono seduti signori in villeggiatura, dottori, avvocati, ma anche tanti paesani e amici». Come don Paolo Razzauti e Fabio Del Nista, clienti fissi. Pupilli ha fatto la barba e tagliato i capelli a quasi tre generazioni, ma da domani i suoi clienti (che lui chiama «la mia famiglia») resteranno orfani del suo tocco magico perché Lio, a 82 anni di età, ha deciso di appendere le forbici al chiodo. «Sì – racconta – chiudo. Il 31 dicembre sarà il mio ultimo giorno da barbiere. Da tempo ci pensavo, poi ho deciso tutto in fretta, forse anche per non trascinare troppo a lungo un addio che mi è anche doloroso. Ho lavorato una vita e adesso è arrivato il momento di lasciare, anche se un po’ mi dispiace, ma è la cosa giusta».
Nato e cresciuto tra via del Poggetto e via del Ciliegio, Pupilli è, manco a chiederlo, «più antignanese che livornese», una vera biblioteca vivente sulla storia di Antignano e un vero esperto di rasoio e pennello. Un personaggio poliedrico il “barbiere di Livorno”, infatti, oltre a tagliare e “stilizzare” i capelli dei suoi clienti, dipinge. «Lo faccio per hobby personale – spiega Pupilli mentre indica alcuni dei suoi dipinti appesi in negozio – Mi rilassa».
E pensare che all’inizio il barbiere non avrebbe nemmeno voluto farlo. Ma, il padre, professione carpentiere che, come secondo lavoro faceva il barbiere, gli ha lasciato in eredità pettine e forbici. Dal'21 al'24 suo padre aveva infatti aperto un piccolo negozio di parrucchiere nella zona di Antignano. Così, col passare del tempo e, soprattutto, per necessità, Lio ha iniziato questa professione. «Quando ero ragazzo ho iniziato a lavorare facendo il falegname poi, dopo 26 mesi di marina, ho cominciato a farmi insegnare da mio padre questa attività. Lo osservavo mentre si tagliava la barba, per lui un vero rito, e piano piano ho imparato». Per qualche anno Pupilli ha anche lavorato in alcuni saloni del centro città a Livorno, «poi nel ’61 un mio amico ha lasciato questo fondo dove c’era già un parrucchiere e lì ho inizato la mia attività».
Attività che per lui non è solo un lavoro, ma anche (e soprattutto) un'occasione di condivisione, di "confronto". «Stare qui tutto il giorno per tutti questi anni – spiega – per me ha rappresentato anche un modo per stare insieme agli altri. Per parlare e scambiare quattro chiacchiere. Ho voluto in tutto questo tempo non apportare grosse modifiche al mio negozio, mantenendo la sua anima e la mia, volevo che i miei clienti entrando qui dentro si sentissero a casa». E una seconda casa il negozio di Pupilli lo è stato da vero. Mentre ci racconta la sua storia i suoi clienti-amici entrano dalla porta per farsi fare la barba, ma anche per sedersi un attimo a scambiare due parole con il vero spirito ironico e irreverente della costa labronica.
Un negozio che ha fatto la storia di Antignano e non solo. «Mi ricordo ancora quando lavoro il sabato fino a tardi e la domenica – racconta Pupilli – Tutti negli anni Sessanta, venivano a farsi la barba prima del pranzo in famiglia. E pensare che ora invece posso raccontare anche di aver fatto qualche “cresta” a qualche ragazzino». La moda è cambiata, ma l’arte di Pupilli no e lo dimostra la fila di clienti che piange il suo addio, e insieme a lui ricorda i momenti passati: «Ti ricordi quando invece dei famosi calendari con “le donnine” hai preso quelli con le squadre di calcio e non li ha presi nessuno?», lo incalza un cliente. Pupilli ride divertito e afferma: «Lo vede? Qui siamo davvero una grande famiglia e mi mancheranno tutti. Vorrei ringraziare tutti i miei clienti di tutti questi anni. Grazie a loro ho imparato tanto dalla vita. Questo negozio è stata una grande e meravigliosa avventura».
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