Sicurezza
Cannito contro il Progetto Modì
Il leader di Città Diversa sul restyling di piazza Grande: «Non rilancerà il centro»
LIVORNO. «Il costoso investimento si rivelerà incapace di rilanciare davvero il centro cittadino». È questa la previsione di Marco Cannito sul restyling di piazza Grande, inserito nel Progetto Modì, che ha sostituito il più ambizioso disegno di Pensiamo in Grande. «Non ho nulla contro la riqualificazione – precisa il leader di Città Diversa – Ma sono certo che i livornesi non ne godranno i frutti fino a quando il contesto resterà immutato».
Il riferimento è alle difficoltà del commercio e alla mobilità del centro. «Per misurare la qualità dell’aria di via Grande – spiega Cannito – non servono centraline: basta osservare lo strato di grigio sulle colonne dei portici. Oltre al restyling della piazza sono necessarie modifiche alla viabilità». In direzione del traffico privato o del trasporto pubblico? «A noi – afferma al riguardo – non piacciono le dicotomie come “centro chiuso - centro aperto”. Serve piuttosto un piano sia per il traffico privato, sia per i collegamenti ciclabili, sia per il miglioramento del trasporto pubblico». A proposito degli autobus: «Lo spostamento del capolinea in via della Cinta Esterna aumenterà i disagi per l’utenza. È inutile che sindaco e vicesindaco facciano promesse e garantiscano per 2-3 mesi gli stessi livelli salariali ai dipendenti: le grane si ripresenteranno in futuro, senza interventi funzionali a una vera ripresa del servizio».
Cannito è critico anche in merito ai finanziamenti dei lavori: «Il Progetto Modì nasce dalla seconda rimodulazione dei Patti territoriali, che prevedevano interventi come l’abbattimento del cavalcaferrovia alla stazione o le modifiche alla viabilità del Pentagono del Buontalenti. Da quanto ci risulta per il centro saranno usati 1.2 milioni di euro sul totale di 2.8, come disposto dalla delibera di giunta del giugno scorso. Non era obbligatorio discuterne in consiglio, ma sarebbe stato auspicabile, vista l’importanza dell’investimento». E ancora: «In attesa dell’ok dal Ministero, i fondi sono stati anticipati dal Comune. Non sappiamo se questo ok da Roma sia arrivato o meno. Se c'è stato, allora ce lo dicano. Non vorrei – conclude Cannito – che ci fosse il rischio di un parere negativo, che farebbe così pesare l’investimento, già avvenuto, sulla collettività livornese».
Giorgio Carlini
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