Gioco
Pd, l’ipotesi Angella agita la corsa a sindaco
Occhi sul fronte renziano-Bolognesi che avrebbe i numeri per un candidato alternativo Voci su una raccolta firme già partita per Bernardo: Ciampini smentisce e va all’attacco
LIVORNO. Con il nome dell’avvocato Giuseppe Angella sul tavolo si è accesa la corsa del Pd alle amministrative che tra maggio e giugno decideranno il nuovo sindaco. Amministrative che forse per la prima volta sono tutt’altro che scontate, con pezzi di città che si stanno organizzando fuori e dentro i partiti.
La spinta di una parte del Pd verso Angella è confermata: esponenti di primo piano, anche a Firenze, si sono fatti avanti e hanno iniziato a preparare il terreno a una candidatura esterna (come quella di Angella, appunto, non iscritto). Ma l’avvocato non ha ancora sciolto le riserve. E la fase più delicata inizia ora.
Se non ci saranno slittamenti per l’elezione dei segretari regionali, il 23 ottobre il Pd farà le primarie per il sindaco. Significa che entro il 25 gennaio dovranno essere pronti nomi e bozze di programmi. O meglio programmi e nomi. Se è vero, come ripetono dall’altra parte della cornetta, che «prima dobbiamo avere chiara un’idea di città». I tempi sono strettissimi, per usare un eufemismo. E nel mezzo la giunta Cosimi sarà chiamata a fare un resoconto di mandato alla direzione.
Ora il punto è: le primarie saranno di partito o di coalizione? Ed è così sicuro che si faranno? Perché qualcuno sembra lavorare in direzione opposta... Per ora il segretario comunale, Yari De Filicaia, risponde solo che «sarebbe complicato dire che non si fanno le primarie, sono uno strumento che il partito utilizza regolarmente». E «sto lavorando per costruire una coalizione».
Se ci fossero primarie di coalizione, per presentare un candidato servirebbero oltre 500 firme tra gli iscritti (il 20 per cento dei tesserati livornesi) o il 35 per cento degli eletti nell’assemblea comunale. Chi può raggiungere questo tetto senza grossi problemi, oltre ai vertici della segreteria? I numeri dicono che può farlo il fronte renziano che ha sostenuto Alberto Silvestri all’ultimo congresso. Fronte che di fatto ha espresso circa il 37 per cento dell’assemblea.
È anche il mondo dell’associazione Ideali, che da mesi lavora a un progetto di città con incontri e gruppi di lavoro. L’ex parlamentare Marida Bolognesi, fondatrice, non si è ancora espressa ufficialmente sull’ipotesi Angella, che invece sembra trovare l’ok sia di Gino Baldi che di altri “idealisti”. Si sa che Bolognesi e altri renziani si sono mossi in direzioni diverse: c’è stato un contatto, ad esempio, con lo scienziato Paolo Dario, altro “idealista”, che proprio pochi giorni fa è stato citato anche dal sindaco come toscano dell’anno ma che, a quanto si sa, si sarebbe tirato indietro.
Insomma, a oggi nel Pd non sembrano esserci i margini per una candidatura unica. C’è chi si sta dando da fare per mettere sul piano nomi alternativi e chi, come Alessio Ciampini, dice che «presentarsi alle primarie di coalizione con più nomi dello stesso partito sarebbe un suicidio».
Proprio Ciampini ieri ha smentito categoricamente su Facebook le voci sempre più insistenti secondo le quali starebbe già raccogliendo, insieme ad Elis Bufalini (ex capogruppo in Provincia) le firme per sostenere l’assessore Paola Bernardo. Nome mai tramontato insieme a quelli di Bruno Picchi e di Gianfranco Simoncini (che per alcuni non rappresenterebbero, però, la decantata «discontinuità») e di Luca Bussotti, ricercatore all’estero. Ipotesi battuta nelle settimane passate proprio da De Filicaia, che a questo punto sembrerebbe orientato verso Angella ma che secondo i democratici che gli sono meno vicini non avrebbe in realtà mai abbandonato l’ipotesi di scendere in campo. Parlerà il tempo, intanto il clima si infiamma.
Riferendosi alle voci sulla raccolta firme, Ciampini scrive che «purtroppo anche oggi ho avuto la riprova di quante persone scorrette e senza coraggio sia fatto lo scenario politico livornese». E si lascia andare: «Il prossimo sindaco? Meno Hegel e più infrastrutture, decoro urbano, welfare moderno e scelte urbanistiche che diano lavoro e una visione di città...».
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