Sicurezza
Multe, sconto del 30% se il pagamento è sprint
Ok se si salda entro 5 giorni in virtù del “decreto del fare” ma è una possibilità negata per le infrazioni più gravi o se è prevista la sospensione della patente
LIVORNO. Ai livornesi non è mai piaciuto granché pagare le multe: figuriamoci pagarle secondo le scadenze. Ma l'introduzione dello sconto del 30% su gran parte delle contravvenzioni – eccettuato le più gravi – ha messo i cittadini di fronte al bivio: da un lato, c'è la possibilità di pagare entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica ottenendo in cambio come incentivo al saldo sprint una diminuzione di quasi un euro su tre; dall'altro, c'è chi deve fare i conti con l'andamento del proprio conto corrente e magari nei cinque giorni disponibili non ha niente in cassa per poter pagare (e rischia anzi di rimangiarsi in un surplus di oneri finanziari il bonus del 30% del quale va a caccia).
Già dall'agosto scorso è entrata in vigore questa opportunità: l'ha resa possibile il "decreto del fare" che ha in pancia una sfilza di provvedimenti di tutt'altro genere sotto il segno dell'economia (i riferimenti sono nel quinto comma dell'articolo 20 del decreto-legge 21 giugno 2013 n. 69, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 agosto 2013 al n. 194 come legge di conversione n. 98 di undici giorni prima).
Attenzione, però: c'è da rispettare un doppio vincolo.
Il primo è quello di tempo: va detto che, secondo l'interpretazione più diffusa fra le varie polizie municipali, i cinque giorni stabiliti come arco di tempo massimo per pagare con lo sconto bisogna contarli dal giorno successivo alla contestazione (o alla notifica) e, qualora la data cada nel dì di festa, si slitta al giorno seguente; ma forse la cosa è seguire l'esempio dei tanti che per evitare dimenticanze, ansie inutili e contrattempi pagano il giorno stesso in cui si sono beccati la multa.
Il secondo è quello della gravità dell'infrazione: per vedersi scalare il 30% sulla somma da pagare, bisogna che la casistica sia fra quelle ammesse, e dunque non preveda né la sospensione della patente né la confisca del mezzo. Restano fuori dalla possibilità dello sconto anche infrazioni tipo andare contromano o fare inversione su autostrade e strade extraurbane principali, lo stesso dicasi per le sanzioni pecuniarie penali (relativamente, per dirne una, alla guida in stato di ebbrezza media e grave, con l'alcoltest in cui il tasso è sopra 0,8)
«In realtà, questa norma relativa allo sconto del 30% è sì ben vista dai cittadini ma non è un incentivo a chi non pagava», dice l’assessore Valter Nebbiai, che nella squadra di Palazzo civico si occupa di finanze, bilancio e patrimonio. Tradotto: automobilisti e scooteristi pizzicati in errore che magari arrabbiandosi ma già prima pagavano, ora accelerano il versamento per ottenere il beneficio che toglie quasi un terzo della multa. E chi, o perché ha il conto in profondo rosso o perché prova a fare il furbetto, non pagava? Continua a cercare di farla franca. «La differenza – dice l’assessore – si traduce semplicemente in un minor introito per le casse municipali: francamente l'avevo detto fin dal primo momento».
Per Nebbiai l'effetto dello sconto del 30% «andrà esaminato bene, dato che in questi pochi mesi non è stato ovviamente possibile veder consolidare una tendenza precisa». Il Comune a caccia degli introiti mancanti per via dello sconto? Nebbiai nega: «Bisogna smitizzare il peso delle multe rispetto al bilancio comunale. Da tre anni – tiene a sottolineare – mettiamo nel bilancio di previsione la metà dell'importo delle multe fatte l'anno precedente, poi la metà di quel che incassiamo va destinato comunque alla sicurezza stradale. A conti fatti, non è il differenziale creato dallo sconto a creare problemi al bilancio».
Ma un qualche effetto sembra intuibile nei primi mesi di applicazione della norma: anche se dai dati forniti dall'assessorato si tratta più di deduzione logica che non di evidenza lampante. Lo dice il fatto che l'importo medio della multa effettivamente riscossa risulta in calo tanto in settembre che in ottobre: a meno ci non si voglia supporre che tutto dipenda dalla diversa tipologia di multe (per infrazioni meno gravi quest'anno rispetto al 2012), si legge lì una diminuzione che potrebbe essere attribuibile all'effetto sconto. Solo che il calo non è del 30%: dunque, il pagamento sprint riguarda ancora solo una parte limitata della platea degli automobilisti castigati dai vigili urbani.
La prossima frontiera sarà la multa in base al reddito: a quanto è dato sapere, principalmente per i casi di eccesso di velocità. È saltata fuori in una puntata autunnale di Report, la trasmissione tv di Milena Gabbanelli, l'hanno fatta propria su sponde differenti sia settori del M5S sia il sottosegretario ai trasporti del governo Letta, Erasmo D'Angelis («la velocità eccessiva è la causa principale degli incidenti stradali, che aumentano quanto più grande è il superamento dei limiti previsti: ma se sono uguali per tutti i cittadini non hanno lo stesso potere di deterrenza»).
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