Gioco
«Ma senza le nuove verande salta tutto»
Mauri lancia un nuovo appello: «Così non possiamo più lavorare, soluzione prima delle elezioni»
LIVORNO. «Abbiamo firmato il primo accordo, ma ora ci lascino mettere le nuove verande: siamo stufi, così non possiamo più lavorare». Dall’altra parte del bancone c’è Christian Mauri, gestore dell’omonimo chalet. «Al lavoro sul viale Italia dal 1985...», sottolinea.
Insieme ad altri due gestori ha firmato l’accordo col Comune che disciplina l’aspetto economico e delle manutenzione. Ma sul piano operativo resta un nodo cruciale: l’ampliamento degli spazi esterni (senza abusi, come avvenuto in tutti questi anni) per lavorare a pieno ritmo anche nei mesi invernali.
«Abbiamo tre dipendenti – dice Mauri – senza queste strutture saremo costretti a mandare qualcuno a casa. Del resto se non guadagniamo non passiamo pagare affitto, finanziamenti, stipendi... E sono anni che aspettiamo».
«Abbiamo firmato il primo accordo – ribadisce Mauri – ma se non arriva l’ok alle verande, rischia di saltare tutto. Non per cattiva volontà, ma per difficoltà oggettive. Le verande sono fondamentali».
È l’avvocato Mauro Vivaldi a ricordare che «nell’agosto del 2012 abbiamo presentato al Comune un progetto per coprire una parte dello spazio esterno (fino alle colonne di metallo) con strutture trasparenti, in vetro o in plexiglass». L’accordo con la Soprintendenza, i cui vertici nel frattempo sono cambiati, non è però ancora arrivato. «Entro metà gennaio, e comunque prima della fine del mandato amministrativo – riprende il legale – contiamo di firmare un atto che impegni il Comune a farsi garante, presso la Soprintendenza, della realizzazione delle strutture». A spese dei gestori, magari (ma per ora non c’è niente di concreto) prevedendo un allungamento della concessione degli chalet di proprietà pubblica.
Negli anni, intorno alle baracchine che si affacciano sul viale Italia, sono spuntati molti arredi e strutture abusive: i ristoratori si sono dotati di verande per ampliare lo spazio esterno e lavorare anche in inverno, visto che effettivamente l'interno non è tale da garantire la copertura di canoni non proprio irrisori.
I gestori difesi da Vivaldi, come sottolinea il legale, «hanno rimosso da tempo le coperture non autorizzate». Alcuni erano stati anche condannati in primo grado per abuso edilizio ma, come riportato qualche mese fa dal Tirreno, nel frattempo i reati sono andati in prescrizione.
Altri gestori, però, sul retro degli chalet hanno ricavato addirittura “parcheggi privati” per gli scooter delimitati da canneti, con tanto di stendi panni. E in molti hanno esteso la propria attività a buona parte delle piazzette.
La speranza del Comune è che l’accordo firmato con i primi tre gestori faccia da traino con tutti gli altri. Ma prima, sottolinea ancora Mauri, «va chiusa la partita delle verande». «Paghiamo più di 4mila euro al mese di affitto – chiude il gestore – abbiamo molti clienti anche in inverno, soprattutto a pranzo, ma basta guardarsi intorno per capire che lo spazio interno non può bastare: c’entrano pochissimi tavolini. Sovrintendenza e Comune si sbrighino: prima ancora dei lavori in terrazza, abbiamo bisogno delle verande». (j.g.)
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