Sicurezza
Fine del contenzioso tra Comune e baracchine
Tre chalet firmano l’accordo e rinunciano alle cause sulle infiltrazioni: aumenta l’affitto, ma Palazzo Civico dovrà sistemare le terrazze. Resta il nodo delle verande esterne. I gestori: «Senza non riusciamo più a lavorare»
LIVORNO. La firma sembrava vicinissima già un anno fa. Invece di mesi ne sono passati parecchi. I gestori di tre baracchine che si affacciano sul viale Italia – chalet Mauri, Zanzibar e Faraoni (Alpe) – hanno siglato un accordo quadro col Comune che definisce le nuove regole sulle manutenzioni, prevede un aumento dei canoni e mette fine a un contenzioso che sul lungomare si trascinava da anni. La conferma arriva dall’avvocato dei gestori, Mauro Vivaldi, che però ora è in attesa di portare a casa una firma ben più delicata: quella che impegnerebbe il Comune a trovare un accordo con la Soprintendenza per dare il via libera alla realizzazione di verande trasparenti all’esterno degli chalet.
In sisntesi l’accordo firmato prevede che sia il Comune ad accollarsi la manutenzione straordinaria delle strutture e la manutenzione del verde, delle aiuole e delle piazzette. A fronte di un aumento dell'affitto per i gestori di circa il 10 per cento (fino allo scorso mese pagavano dai 3500 ai 4500 euro). Tra i lavori di straordinaria manutenzione previsti a carico del Comune (senza però indicare una scadenza precisa) c'è l'impermeabilizzazione delle terrazze, che non sono mai state aperte al pubblico e che a causa delle infiltrazioni sono state per anni al centro di una battaglia legale tra Comune e concessionari. «Con la firma di questo accordo – fa sapere ora Vivaldi – i miei assistiti hanno abbandonato le cause partite anni fa, proprio alla luce del fatto che il Comune si è accollato la manutenzione straordinaria e si è impegnato a mettere a posto le terrazze».
La manutenzione ordinaria resta a carico degli esercenti, che però dovranno rispettare un cronoprogramma di interventi stabilito dal Comune (il legno degli chalet, ad esempio, dovrà essere tinteggiato ogni due anni).
Nel frattempo i gestori interessati dall’accordo hanno rimosso le coperture abusive. Ma tra le polemiche lanciano un nuovo appello: «Abbiamo firmato il primo accordo, ora Comune e Soprintendenza accelerino per la costruzione, anche a spese nostre, delle verande esterne, con materiali trasparenti e poco impattanti: abbiamo presentato il progetto più di un anno fa, all’interno dei locali non c’è abbastanza spazio per lavorare anche in inverno...». «La soluzione – chiudono – sia trovata prima delle elezioni».
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