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Livorno

«Meglio un piccolo passo che un altro flop»

«Meglio un piccolo passo che un altro flop»

«Mi rendo conto che ci sono mille cose che non vanno ma ho il timore che, sognando la riforma perfetta, fini- remo per ritrovarci con niente in mano: meglio per ora limitare le aspettative ma portare...

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«Mi rendo conto che ci sono mille cose che non vanno ma ho il timore che, sognando la riforma perfetta, fini- remo per ritrovarci con niente in mano: meglio per ora limitare le aspettative ma portare a casa il risultato di modificare la legge 84/94 là dov’è più problematica».

Il senatore Pd Marco Filippi (foto), non ci sta a veder sminuire al rango di “rifor- mina” il testo faticosamente elaborato al Senato per riuscire con pragmatismo ad arrivare al varo di nuove regole, magari anche solo ritocchi, pur di non veder fallire l’ennesimo tentativo: lui ne è relatore.

Ma non c’è solo questo. Filippi vede nell’azione del ministro Lupi lo zampino delle lobby dell’autotrasporto e

boccia l’idea che l’Authority possa trasformarsi in una società per azioni: «Ma com’è possibile che il demanio possa essere dato in mano a una società così?». Siluro anche contro la piega che ha preso il dibattito sulle super-Autorità: ridotte nel numero ma con compiti estesi anche fuori dal porto agli altri aspetti della catena logistica. «Si metterebbe insieme un ente pubblico di regolazione economica con società spesso insieme a privati: gli uni funzionano dando in concessione porzioni di demanio, le altre hanno terreni di proprietà. Un guazzabuglio giuridico».

Il senatore livornese non nega che vi sia bisogno di maggior coordinamento fra i porti: «A questo abbiamo provato a dar risposta nel testo del Senato. È necessaria unaregia? Sì, ma c’è il ministro per questo».

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di Redazione web