Gioco
Usano l’auto come ariete Ecco il film del furto al Q8
Il colpo è avvenuto la notte di Natale. Il racconto del proprietario «Negli ultimi due anni è la quinta volta, siamo esausti. Nessuno ci protegge»
LIVORNO. Quattro sagome incappucciate si nascondono sul retro del distributore quando una macchina si ferma per fare rifornimento. Sono da poco passate le 4 del mattino del giorno di Natale, ma l’orologio delle telecamere interne segna un’oretta in più sul timer che scorre in basso.
Inizia da qui il film dell’assalto, il quinto in poco più di due anni, alla stazione di servizio Q8, direzione nord della Variante. Passano 5 minuti e la telecamera puntata sull’ingresso riprende il retro di una station wagon grigio metallizzato mentre sfonda la vetrata.
La parete va in mille pezzi, gli infissi si piegano. Quando l’auto esce dalla visuale della telecamera entrano tre dei quattro ladri. In mano hanno grandi cartoni, all’interno dei quali sembrano esserci delle buste di plastica. In poco più di due minuti arraffano più merce che possono. Cominciano con l’espositore dove sono sistemate le sigarette, poi passano agli scaffali dove c’è una nuova collezione di profumi. Infine vanno alla cassa.
Fuori c’è un’altra macchina, assomiglia ad una Renault Clio vecchio modello, il palo controlla che nessuno arrivi, anche se una precauzione l’hanno già presa: l’auto civetta usata poco prima come ariete è stata lasciata all’ingresso dell’area di servizio per impedire, o almeno provarci, a qualche auto di entrare e disturbare.
L’ultima immagine dei ladri che registra la telecamera è quella in cui i quattro salgono in macchina e scappano con la refurtiva che si intravede nel portabagagli. Passano altri cinque minuti e sulla variante arriva una macchina dell’istituto di vigilanza, carabinieri e polizia che sta conducendo le indagini.
«Quanto ci hanno rubato - spiega Angelo Passafiume - ancora non lo so perché devo fare l’inventario. Ma posso dire che questo è il quinto furto che subiamo dall’agosto 2011 quando abbiamo rilevato l’attività e non ne possiamo più. Prima di questo, l’ultimo è della settimana scorsa. Ci sentiamo abbandonati, soprattutto in una zona isolata come la Variante dovrebbero esserci più controlli e invece non c’è mai nessuno. Capisco le difficoltà delle forze dell’ordine ma chi lavora deve essere tutelato. Così non si può andare avanti. Cosa accadrà la prossima volta? Verranno di giorno a rubare. E se qualcuno reagisce e ci scappa il morto? Di casi così ne sentiamo tutti i giorni. Spero proprio che qualcuno si occupi di risolvere il problema prima che sia troppo tardi».
GUARDA IL VIDEO
E COMMENTA
WWW.ILTIRRENO.IT
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google