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Porto in lutto, a 74 anni si è spento Silvano Brandani

Porto in lutto, a 74 anni si è spento Silvano Brandani

Era il vicepresidente della Savino Del Bene, colosso italiano della logistica Il funerale domani in S. Lucia, oggi la camera ardente alla pieve di Antignano

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LIVORNO. Un improvviso malore ha stroncato uno degli imprenditori che hanno fatto la storia del nostro porto ma anche di molto di più. Non è una esagerazione usare questa definizione per Silvano Brandani, che avrebbe compiuto 74 anni a febbraio (con compleanno nello stesso giorno di Brecht e Pasternak). Era vicepresidente esecutivo della Savino Del Bene spa. Stiamo parlando di un gigante fra i primi cinque marchi del settore logistica in Italia, uno dei pochi più o meno paragonabili ai colossi internazionali: lo scorso anno la sua società ha messo a bilancio ricavi per poco meno di un miliardo di euro.

Insieme a Paolo Nocentini (che diventerà presidente), più di trent’anni fa aveva preso le redini della società fondata a Firenze da Savino Del Bene agli inizi del secolo scorso: era l’azienda nella quale entrambi lavoravano. In tandem ne hanno fatto un caso di successo: hanno preso l’iniziale vocazione nel campo delle spedizioni con destinazione Usa e ne hanno fatto una multinazionale che si occupa di soluzioni logistiche via mare, via aereo e via terra, conta oltre 2.700 addetti e ha più di 130 uffici propri sparpagliati un po’ ovunque sul mappamondo.

Eppure, benché l’impresa fosse diventata così fortemente internazionalizzata e per quanto giuridicamente la sede sia a un passo da Firenze nella sede di via del Botteghino a Scandicci, Brandani aveva fatto il possibile (e anche l’impossibile) per mantenere alla sua società una forte radice anche “livornese”. Lo dice il fatto che il gruppo ha una sede importante a Livorno (negli uffici in via delle Cateratte lavora una cinquantina di addetti). Lo ribadisce il fatto che la società si è ramificata nella vita economica livornese acquisendo una galassia di imprese che ora figurano nel consolidato (come la Cdc e la Cdc Re, come la Doca, come la Novibrama, solo per citarne alcune). Lo sottolinea il fatto che Brandani sia rimasto nel corso degli anni nel direttivo della Spedimar, l’associazione di categoria che raggruppa gli spedizionieri livornesi.

Dipende dal fatto che quest’imprenditore di origini fiorentine aveva anche lui messo radici in questa città, si era innamorato del mare, del modo d’essere tutto labronico con quella faccia un po’ così. Ma senza farne la piccola prigione provinciale: al contrario, quando era stato necessario andare a vivere per un periodo negli Stati Uniti così da consolidare nuove relazioni di traffici marittimi, aveva traslocato al di là dell’Atlantico. Però per tornare qui, nella “sua” Antignano, quando era stato possibile tornare. Dunque, occhi aperti sul mondo ma anche un solido ancoraggio targato Livorno.

All’inizio di dicembre la sua società aveva dovuto alzare bandiera bianca nel tentativo di tornare in Borsa a distanza di una decina di anni: per un soffio non ce l’aveva fatta a centrare l’obiettivo dell’offerta che puntava a mettere sul mercato il 61% dell’azienda.

Ma, nonostante l’eccezionale successo della sua carriera di imprenditore, Brandani – racconta chi l’ha conosciuto bene – aveva mantenuto il senso delle cose e delle relazioni personali: coniugando affabilità a riservatezza. «Quando c’era una situazione di difficoltà – spiega Giorgio Zingoni, che come segretario Spedimar gli è stato vicino per tanti anni – non si è tirato indietro per dare una mano: diceva che lui era entrato a lavorare come fattorino e che non se l’era dimenticato».

«Era una persona generosa, buona nell’anima», aggiunge Gloria Giani, imprenditrice marittima, ricordando i legami fra le due aziende che erano anche legami fra le famiglie.

Brandani lascia la moglie Maria e i figli Chiara e Massimiliano. Domattina è previsto il funerale: appuntamento alle ore 10 nella parrocchia di Santa Lucia (Antignano). In quell’occasione i familiari, gli amici e il mondo dell’imprenditoria gli daranno l’ultimo abbraccio. Comunque, già da oggi è stata allestita una camera ardente nell’antica pieve in piazza del Castello ad Antrignano.(m.z.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web