Gioco
Il collettivo dell’ex Caserma occupa il cinema Jolly: basta centri commerciali
La protesta andrà avanti tra dibattiti e rivendicazione. Un gesto dimostrativo che si collega ai lavori per la realizzazione all’ex teatro
LIVORNO. L'ex cinema Jolly (o teatro Margherita) di via Michon è stato occupato dal collettivo dell'ex Caserma occupata. La protesta andrà avanti fino a venerdì sera tra dibattiti e rivendicazioni quando gli antagonisti si sono impegnati a lasciare libero l'immobile. «Si tratta di un gesto dimostrativo - spiegano - all'ex teatro sono cominciati da poco i lavori per la realizzazione di un nuovo centro commerciale. Con questo gesto vogliamo lanciare un messaggio alla città e dire basta a questa invasione di attività. Livorno ha un tasso di disoccupazione di oltre il 50% e invece di investire ad esempio per ristrutturare il cinema la scelta è quella di aprire nuovi negozi. A noi sembra inconcepibile e la città è bene che ne sia al corrente».
Quella del cinema Jolly è solo l'ultimo di una lunga serie di occupazioni da parte del Collettivo che nei giorni scorsi aveva manifestato contro Asa colpevole di staccato l'acqua alla stazione di Fiorentina.
ORE 11: arriva la polizia. All'ex cinema Jolly è arrivata la polizia. Un arrivo che ha fatto alzare la tensione. Si è aperta una "trattativa" con il collettivo per il periodo dell'occupazione dello stabile.
ORE 12: la trattiva va in porto. Dopo un'ora di colloqui a cui ha partecipato anche la polizia il rappresentante della proprietà ha dato l'ok all'ingresso nell'ex cinema del collettivo dell'ex Caserma. L'impegno degli antagonisti è quello di ridurre a un giorno la durata della protesta.
VIDEO I motivi della protesta
Il comunicato dell'ex Caserma
Nasce Livorno Indipendente, il nuovo portale di informazione autonomo, da venerdì in rete. Per presentarlo alla città abbiamo deciso di utlizzare una pratica forte come l'occupazione dell'ex cinema teatro Margherita del 1913 (comprato dal Monte dei Paschi di Siena sarà smembrato per lasciare spazio ad un nuovo centro commerciale. Quando nel 2005 come movimento occupammo l'Odeon, in procinto di essere venduto a Spil per costruirci un parcheggio, chiamammo quell'iniziativa "verso le macerie".
Le macerie che oggi abbiamo davanti. Da allora sono cambiate molte cose. Dopo l'Odeon anche la Granguardia, il Grande e il Moderno hanno fatto la stessa fine. Parcheggi, centri commerciali e grandi catene hanno preso il loro posto. Una città fantasma, un luogo dove trovare lavoro è diventato impossibile, dove gli affitti rimangono altissimi e dove si continua a costruire senza sosta. Il centro cittadino ormai lasciato nel totale abbandono, negozi che chiudono e Coop pronte per essere costruite in periferia. Palazzi storici utilizzati come parcheggi e speculazioni edilizie che arricchiscono i soliti palazzinari legati alla lobby del mattone. Non si parla neanche più di cultura e spazi sociali. Il Cisternino di città dopo un progetto "partecipativo" inutile e costoso e sempre chiuso. Lo stesso vale per le fortezze, per gli ex Macelli e la stazione San Marco...
Ma come siamo arrivati a tanto? Dare la colpa solo ai nostri amministratori sarebbe da ingenui. Ingenui come quelli che ancora vedono il partito democratico come una vera organizzazione politica e non come un coacervo di personaggi legati solo ad interessi economici. La colpa è anche di tutti noi, che non ci siamo ribellati e abbiamo accettato passivamente tutto questo, che abbiamo scelto la strada più semplice sperando in un cambiamento che non arriverà mai. Ma arrendersi o rassegnarsi sarebbe imperdonabile. La lotta dei precari e dei disoccupati di oggi deve essere la stessa di chi rischia tutti i giorni , per colpa della crisi, di perdere il proprio reddito. La lotta delle famiglie che hanno perso la casa, scegliendo la strada difficile dell'occupazione, deve essere la stessa di chi riesce ancora a stare a galla ma è consapevole di non riuscirci ancora per molto.
Noi continueremo ad organizzarci in comitati per la difesa dei territori , per il reddito e per il diritto alla casa, sicuri che questa sia la strada giusta. Partecipazione autentica e diretta che cresce con l'esperienza e con la lotta, che non nasce e non si ferma durante la scadenza elettorale. Livorno indipendente ha come obiettivo quello di essere la voce e la cassa di risonanza di tutte queste piccole e grandi battaglie quotidiane. Un portale di cronaca politica ma anche di approfondimenti tematici che sia emanazione diretta dei movimenti cittadini. Uno spazio virtuale dove poter mandare le proprie segnalazioni e le proprie notizie liberamente.
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