Gioco
Natale di crisi, giù gli acquisti: tengono solo informatica, cibo e regali per i più piccoli
Chi prenota un viaggio sceglie l’estero e snobba il territorio. Saldi dal 4 gennaio. Ecco il primo bilancio di Calgaro (presidente Confesercenti)
LIVORNO. Nel piccolo commercio il volume complessivo degli acquisti viene salvato dal crollo solo grazie ai più piccoli, all'informatica e al cibo. Ma restano le grandi difficoltà di molti settori. A dirlo sono i vertici della Confesercenti che tracciano un primo bilancio del Natale.
«Confesercenti Livorno – scrive il presidente Maristella Calgaro – sulla base di una ricerca fatta tra i nostri associati, ha potuto riscontrare che i dati emersi, in termini percentuali, non si discostano da quelli che ci ha fornito il nostro regionale. Si acquistano giochi e capi di abbigliamento per i più piccoli (in fondo il Natale è prima di tutto la loro festa) ma la flessione del comparto per gli adulti si sente, eccome: ce lo dicono i dati del regionale che fissano a un preoccupante -5,59% il calo degli acquisti e ce lo dicono ancora di più i nostri soci e colleghi».
«In città – riprende – il dato è addirittura superiore a quello regionale. Oltretutto quest'anno l'inizio dei saldi fissato al 4 gennaio ha senza dubbio influito in modo determinante sul calo degli acquisti in questo comparto in occasione del Natale». «È andata meglio – fa sapere Calgaro – al settore dell'elettronica, che subisce meno flessioni in termini di prezzo sui prodotti e perché anche in momenti di crisi stare al passo con l’innovazione sembra irrinunciabile, così come si rinuncia mal volentieri agli acquisti in cibo».
Per l'abbigliamento «siamo in attesa di vedere se i dati cambieranno almeno con l'arrivo delle tredicesime mentre i colleghi del settore della ristorazione ci dicono che l'andamento nel loro caso è meno preoccupante». Diverso il caso per il settore viaggi: «i colleghi di Assoviaggi mi dicono che c'è calo nelle prenotazioni e quelle che ci sono vanno a favore delle destinazioni estere piuttosto che di quelle locali, con conseguente negativa ricaduta sui sistemi economici locali che vivono anche di turismo».
«La sensazione – chiosa il presidente – è che i cittadini per primi vivano con apprensione questo momento di crisi: il disagio sociale è forte e le prospettive di ripresa economica anche a livello locale non danno quella fiducia necessaria a alimentare gli acquisti e quindi il commercio. Un problema che impatta direttamente sulle migliaia di famiglie e di piccole e medie imprese che sono la gran parte del mondo economico della nostra città e provincia».
«Ci auguriamo – chiude – che l'approvazione della nuova finanziaria e le imminenti elezioni a livello locale sapranno dare, nel 2014, il segnale di ripresa che noi commercianti di Livorno aspettiamo da tanto, troppo tempo, anche se - a dire il vero - il nostro giudizio sui contenuti e le azioni attualmente previste dalla legge di stabilità non è positivo: poche e poco incisive le azioni a sostegno delle imprese e della ripresa economica».
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