Gioco
Il gran risiko del Potere entra nel vivo a Carnevale
I tempi della corsa nell’ente camerale in tandem con quelli del toto-candidato Pd E Colle vuol entrare in comitato portuale: in vista nuovi equilibri dentro l’Authority
LIVORNO. La data ora c’è: la prima riunione del nuovo consiglio della Camera di commercio si riunirà, come anticipato dal Tirreno, a metà gennaio: segnatamente lunedì 13. A un mese dalla fine ufficiale del mandato di Roberto Nardi.
Finora la scena è quella di una contrapposizione frontale fra il presidente uscente Roberto Nardi, sostenuto da un fronte attorno a Confindustria, e Sergio Costalli, uomo forte del mondo Coop (che ha dalla sua l’alleanza appunto fra Lega cooperative e Cna. Dovesse la situazione restare cristallizzata nel match testa a testa fra i due duellanti, è chiaro che i primi due round sarebbe solo un risiko preparatorio di mosse e contromosse: nelle prime due votazioni – la seconda 15 giorni dopo la prima – è indispensabile una maggioranza più ampia che, a meno di sorprese, al presente è difficile raccogliere tanto per l’uno come per l’altro contendente. Risultato: la fase clou, sempre amesso che qualche novità non scompagini il campo, potrebbe slittare alla prima metà di febbraio. In piena zona Carnevale.
Basta guardare il calendario per accorgersi che, facendo il bis rispetto a quel che avvenne dieci anni fa, quel che avviene sul ring della Camera di commercio si intreccerà nei fatti con l’agenda politica più incandescente. A cominciare dalla selezione dei candidati.
Ed ecco che allora non è solo una buffa quasi-coincidenza se sul 20 gennaio fissa lo sguardo il mondo che fa riferimento al Pd: è quello l’orizzonte temporale per primarie in casa Pd. E se invece fossero non di partito bensì di coalizione? Dev’essere per questo che sotto il vischio di fine anno o forse nella calza della Befana potrebbe esserci una smazzata di carte in questa fase di rodaggio dei nuovi assetti dirigenti dopo il trionfo di Renzi e dopo l’ingresso di Cuperlo nello stato maggiore (nazionale) del partito a guida renziana.
Già così ci sarebbe già abbastanza carne al fuoco. Ma, in realtà, l’accavallarsi dei tempi potrebbe mettere nel menu delle questioni politiche anche qualcos’altro: ad esempio, l’ingresso di Collesalvetti nella geografia dell’Authority (e dunque con il sindaco o una persona di sua stretta fiducia dentro il comitato portuale).
Non è un segreto che Livorno, pur senza arrivare al boicottaggio esplicito, non si è affatto stracciata le vesti per far accelerare l’iter di quest’allargamento del territorio di competenza dell’Autorità Portuale. Ma intanto il sindaco (renziano) Lorenzo Bacci, nell’ultimo conclave-accordo sull’interporto, ha portato a casa anche la sottolineatura utile: pure la Regione sembra d’accordo a vedere Colle dentro l’Authority. Anche se nessuno si nasconde le difficoltà di una scelta inedita: mai avvenuto finora che un Comune non bagnato dal mare entrasse in una istituzione portuale come l’Authority.
A titolo di difficoltà vale la pena di segnalare anche il fatto che Collesalvetti dovrà rinnovare il sindaco: Bacci potrà mettersi questa scelta come fiore all’occhiello ma forse avrà anche molte altre cose a cui pensare.
Fatto sta che un ingresso di Colle nell’Authority (quello dell’Authority nell’interporto c’è già stato) significherebbe anche molto altro: soprattutto in vista della corsa che dall’autunno prossimo partirà per la poltronissima dell’Authority: come il precedente di Capraia con Lenzi ha insegnato, una volta che un Comune ha la facoltà di designazione, conta poco quant’è grosso. Anzi, con Colle dentro, per la prima volta l’accoppiata tutta labronica Comune-Provincia avrebbe solo due seggi, uno in meno rispetto a gli altri (Camera di commercio, Comune di Capraia e, se ci sarà l’allargamento, Comune di Colle).
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