Il Tirreno

Livorno

Imu, sos scadenza dimenticata Ecco come salvarsi dalla multa

Opportunità per i ritardatari che non vogliono fare gli evasori: nelle prime due settimane vale la formula sprint con una penalità dello 0,2% al giorno. Occhio alla lettera al Comune

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LIVORNO. La scadenza per pagare la rata dell'Imu di fine anno è scaduta il 16 dicembre, almeno per quanto riguarda tutto ciò che non è catalogabile come "prima casa" (anzi, come abitazione principale). Un guazzabuglio che ha coinvolto anche la scadenza della Tares, il balzello sui rifiuti, per il quale lo Stato, relativamente alla propria maggioranza di 30 centesimi al metro quadro, ha continuato a chiedere i soldi fino all'antivigilia della scadenza del 16, salvo poi in extremis annunciare uno slittamento alla seconda metà di gennaio. Logico che una bella fetta di contribuenti possa esserselo dimenticato o comunque abbia fatto cilecca nel giorno della scadenza. Come fare per evitare di rischiare un bel multone?

C'è una opportunità: nel solito gergo burocratese un po' bislacco l'hanno chiamato “ravvedimento operoso” e significa che il contribuente non vuol finire nella categoria degli evasori che cercano di farla franca ma semplicemente ha avuto un qualche impiccio, un contrattempo che gli ha impedito di rispettare la scadenza e comunque vuol rimettersi in pari.

È una chance che talvolta viene usato per dribblare – con un extra di poco più di qualche spicciolo di euro – la scadenza relativa all'Irpef. Non è dunque una novità: già da anni è prevista per separare, appunto, i destini dei furbetti da quelli dei ritardatari. Niente a che vedere, però, con forme di condono che abbiamo conosciuto negli ultimi vent'anni per dar modo al fisco di fare cassa svendendo l' “assoluzione” a chi ha qualche peccato da farsi perdonare.

Il primo requisito è che si tratti di un semplice ritardo e dunque non si sia finiti già nel mirino dei controlli. Ma qui stiamo ragionando di qualche giorno di ritardo, dunque è realisticamente impossibile esser stati già bersagliati dai riflettori degli accertamenti anti-evasione.

Il ravvedimento operoso è uno e trino. Nel senso che ci sono varie tipologie, a seconda del tipo di ritardo. Figurarsi che, con un certo gusto del paradosso, se il pagamento è ritardato fino a 14 giorni dalla scadenza si parla di “ravvedimento sprint”. Nel nostro caso, vale per pagamenti entro la vigilia di San Silvestro, visto che la scadenza ufficiale per l’Imu non prima casa era fissata al 16 dicembre scorso.

Come vedete dall’infografica qui a fianco, in questo caso scatta semplicemente la sanzione dello 0,2% per ciascun giorno di ritardo. Nel nostro esempio, trattandosi di 11 giorni (abbiamo simulato di pagare il 27 dicembre), il “castigo” è perciò pari al 2,2%: in pratica meno di 9 euro, da sommare a un pugno di centesimi per gli interessi al 2,5% annuo. Pe capirsi: se pagassimo oggi, cioè 7 giorni dopo la scadenza, la sabzione sarebbe dello 0,2% moltiplicato per sette, cioè l’1,4%.

Non fatevi venire il mal di testa, sul sito web municipale c’è una pagina per il calcolo automatico degli importi del ravvedimento operoso. È alla pagina web www.comune.livorno.it/tributiC/calc/calcolo_ravvedimento_imu.aspx. Basta mettere dentro l’importo e la data del pagamento per vedersi fare il calcolo sotto gli occhi.

E se i giorni sono più di 14? Si passa alla categoria del “ravvedimento breve”: vale dal 15° al 30° giorno. Anche qui il calcolatore automatico del Comune può darvi una mano, anche se il sito web di Palazzo Civico mette le mani avanti e precisa: «Il Comune di Livorno non è responsabile di errori dovuti all'inserimento di dati non esatti, o ad errata interpretazione del presente schema di calcolo». Comunque, in questo secondo caso la sanzione passa al 3% e gli interessi si calcolano al 2,5% annuo per le prime due settimane e poi all’1% annuo per i giorni successivi.

C’è infine una terza categoria: il “ravvedimento lungo”, che costa il 3,75% dell’importo non versato e parte dal 30° giorno per arrivare fino a un anno.

Attenzione, però: non basta il versamento: bisogna mandare una lettera agli uffici comunali (Unità organizzativa Entrate) non solo allegando fotocopia della ricevuta di versamento ma anche indicando separamente gli importi di tributo, interessi, sanzione, totale.

«Il ravvedimento operoso – afferma l’assessore al bilancio Valter Nebbiai – è una opportunità data dalla normativa non agli evasori ma a chi per vari motivi non ha potuto rispettare la scadenza. Vale la pena di ricordare anche che il Comune è disponibile a venire incontro al contribuente in difficoltà: lo facciamo dando possibilità di rateizzazione dei pagamenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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