Il Tirreno

Livorno

Morosi Tares, ecco come e perché farsi avanti conviene

Morosi Tares, ecco come e perché farsi avanti conviene

L’esempio di Marco: «Non pagavo dal 2009 per errore e mi sono autodenunciato, vorrei lo facessero tutti»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Bollette, certificazioni, dichiarazioni: ci sono i furbetti che ingnorano le scadenze della burocrazia e delle tasse volontariamente; ma ci sono anche i distratti, i pasticcioni, quelli che pensano di essere in regola e non lo sono. Ma a pagare, dolo o meno, è sempre la collettività.Per questo Marco (il nome è inventato per questioni di privacy ndr) ha deciso di raccontare la sua storia, per essere da esempio.

Marco appartiene alla seconda categoria, quella dei pasticcioni, o almeno così dice, e quando si è reso conto di non essere in regola con i pagamenti della Tares (da ben 2 anni) si è fatto subito avanti. «Sì – racconta – mi sono “autocostituito”, se così si può dire. Non sono residente a Livorno e sono spesso all’estero, ma sono da sempre innamorato di questa costa per questo due anni fa ho comprato una casa vista mare. Pensavo di essere in regola con i pagamenti, ma invece, mi ero completamente dimenticato della dichiarazione Tares, confondendomi con i consorzi di bonifica. È assurdo, lo so, ma è così».

Marco si rende conto della situazione quando, tornato a Livorno dopo un lungo periodo all’estero, legge i giornali. «Non ho mai ricevuto nessuno accertamento e mi ero estraniato dalla politica nazionale e così quando ho letto di tutte le discussioni riguardo alla tassa ho capito che qualcosa non tornava per la mia situazione».

Così Marco non ci pensa due volte e decide di autodenunciarsi all’ufficio Aamps. «Non mi piaceva il pensiero di passare per un furbetto che grava sulle spalle della comunità e mi sono fatto avanti. Pensavo di dover passare da un trafila burocratica infinita e che la mora sarebbe stata pazzesca, ma invece non è così, o meglio, è di certo più semplice che fare finta di niente». Per i morosi che si autodenunciano infatti, le penali da pagare scendono al 30% dell’importo, penali che sarebbero molto più alte (100%) se invece a coglierti in fallo è lo Stato. Marco dovrà così pagare 156 euro per ogni anno di tassa non “saltato” più le penali. «Non so ancora quanto saranno esattamente perché allo sportello non me lo hanno saputo dire, ma la cifra dovrebbe aggirarsi attorno ai 600 euro, certo, non è una passeggiata, ma in fondo me lo merito».

Come si fa a “autodenunciarsi”: «Semplice. Ci vuole solo il coraggio di dire la verità e la pazienza di mettersi in fila all’ufficio Tares dell’Aamps (via dell’Artigianato). Nel mio caso, visto che non mi ero mai “registrato” per il pagamento della tassa, ho dovuto compilare la dichiarazione unica tares utenze che si può anche scaricare direttamente dal sito. Per compilarla servono i dati catastali e una planimentria dell’abitazione oltre che ai propri dati personali. Vorrei che la mia storia servisse da esempio. Se siete morosi anche voi, fatevi avanti». (l.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa