Il Tirreno

Livorno

Ghilarducci (Sel)

«Entro metà gennaio il nostro candidato sindaco»

«Entro metà gennaio il nostro candidato sindaco»

LIVORNO. Sull'opportunità dell'alleanza con le forze della sinistra livornese (soprattutto con il Pd) in vista delle amministrative il segretario di Sel, Andrea Ghilarducci, prende ancora tempo:...

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LIVORNO. Sull'opportunità dell'alleanza con le forze della sinistra livornese (soprattutto con il Pd) in vista delle amministrative il segretario di Sel, Andrea Ghilarducci, prende ancora tempo: «Vogliamo creare le condizioni affinché ci sia un cambiamento e ci rivolgiamo a tutto il centrosinistra, la priorità resta però l'alleanza programmatica: se il Pd darà un segnale forte di discontinuità noi ci saremo, non possiamo stabilire alleanze a priori».

Prima di tutto il programma, quindi, poi verrà il candidato sindaco «entro e non oltre la metà di gennaio – dice il segretario – e sarà scelto con un percorso di partecipazione come quello delle primarie». «Primarie sulle quali – aggiunge – non ha il copyright il Pd».

Ghilarducci parla a margine di un'assemblea aperta alla Circoscrizione 1 (prova tecnica per un tavolo programmatico) in cui sono intervenuti anche alcuni volti noti della politica livornese: dall'ex sindaco Gianfranco Lamberti al segretario di Rifondazione comunista, Lorenzo Cosimi, dall'ex assessore Attilio D'Alesio al segretario del Pd Yari De Filicaia.

Incalzato sull'urgenza di una discontinuità con la giunta Cosimi, è De Filicaia a rilanciare: «Se qualcuno pensa che discontinuità significhi semplicemente rompere con l'attuale giunta si sbaglia. I problemi di questa città – continua – vanno ben oltre e bisogna avere il coraggio di mettere in discussione un modello che non funziona più».

Ma Ghilarducci sottolinea: «Quello della discontinuità è un problema programmatico: su piano strutturale, ospedale e porto dobbiamo fare una moratoria e costruire un nuovo programma». Soliti problemi, stesse contraddizioni. A parte la strana modalità dell'assemblea: sedie in cerchio, luce soffusa, due attori a introdurre, musica di Gaber e interventi pubblicati in diretta su Twitter. «È necessario coinvolgere i giovani», spiega la responsabile della comunicazione del partito. In effetti non c’è nessuno sotto i trent'anni in sala.

Maria Giorgia Corolini

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