Il Tirreno

Livorno

«Abbiamo dovuto gestire un’ordinata ritirata»

«Abbiamo dovuto gestire un’ordinata ritirata»

Cosimi fa il bilancio di fine mandato amministrativo: rivendica la difesa dei servizi «Al mio successore lascio una città con i conti in ordine e pronta per il rilancio»

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LIVORNO. Dice che «abbiamo fatto del nostro meglio», ma anche che «abbiamo dovuto gestire una ordinata ritirata». La chiama così, il sindaco: ordinata ritirata di fronte alla crisi. Ma «tenendo botta – rivendica – sul terreno del welfare». Dopo dieci anni di amministrazione, tra pochi mesi Alessandro Cosimi lascerà il timone di Palazzo Civico. Ieri mattina ha riunito la stampa nel salone delle cerimonie per il tradizionale brindisi di fine anno. L’ultimo da sindaco. Con un primo inevitabile bilancio del mandato che sta per finire. E di un’era che si chiude.

Di quello che è stato fatto o non fatto dalla giunta Cosimi (riunita al gran completo, tutti in cravatta tranne l’assessore Tredici) il consiglio comunale discuterà allo scadere del mandato. Ma la campagna elettorale è iniziata da un pezzo e l’imbuto inizia a stringersi.

Cosimi sceglie di partire da un terreno delicato, per il quale anche la sua giunta è stata spesso attaccata negli ultimi mesi: l’emergenza casa e sfratti. «Numeri alla mano – sostiene – non c’è città che in Toscana che abbia messo a disposizione soluzioni come ha fatto questo Comune». Parla di «realizzazioni in corso che verranno a conclusione entro la fine del mandato»: 26 alloggi da assegnare nel 2014 nell’ex caserma Lamarmora, 76 appartamenti da assegnare sempre entro primavera nell’isolato Giardino in Corea, l’aggiudicazione dei lavori per i 49 alloggi Erp in via Gobetti e per i 60 che sono attesi da tempo a Shangai (ex blocco delle Signorine), più 32 appartamenti Casalp in fase di completamento alla Padula. «A questi – riprende Cosimi – va aggiunto ciò che facciamo per le politiche di contrasto della morosità incolpevole». Quindi parla dei «68 appartamenti di risulta recuperati e consegnati nei primi sei mesi dell’anno». E snocciola i numeri del sociale: dagli 11 centri di accoglienza plurifamiliare che ospitano 183 persone, ai 3.423 volti seguiti complessivamente nel quadro della “protezione” sociale con risorse, per circa 13 milioni di euro.

Il sindaco apre una parentesi: «La casa popolare va vissuta come uno strumento, non come un fine, per questo abbiamo messo in campo sfratti e azioni di recupero». E, in generale, «non è un Comune da solo che può affrontare il problema della casa, serve una politica nazionale».

In quella rete di welfare che dice di avere difeso, Cosimi inserisce la scuola, in particolare la fascia 0-6 anni. Mentre per riassumere le difficoltà incontrate, sottolinea che «a oggi non abbiamo un quadro sulla tassazione locale e se la legge di Stabilità passa così com'è, perderemo altri 5-6 milioni di euro che si sommano ai 26 milioni di tagli dal 2009».

«Capacità di mantenimento degli equilibri di bilancio e lotta all'evasione – rivendica ancora – sono punti forti dell'attività di questo Comune, così che sarà consegnata alla prossima amministrazione una macchina perfettamente funzionante e in grado di fare investimenti: se tolgono il Patto di stabilità, nel 2014 il Comune potrà fare 60 milioni di indebitamento a mutuo».

Ma sul piatto restano temi caldissimi. A partire dal nuovo ospedale, intorno al quale, secondo Cosimi, si fanno «disinformazione e leggende metropolitane». «Non si capisce perché – dice – la perdita di specializzazioni debba essere legata al nuovo ospedale, dove semmai sarà possibile integrare meglio i servizi. Dire che se si fa il nuovo ospedale si perde neurochirurgia, che dagli anni Cinquanta è un punto di riferimento regionale, è una sciocchezza». «Certo – aggiunge – ci saranno meno posti letto, per cui la nascita dell’ospedale non potrà non essere accompagnata dallo sviluppo di un sistema territoriale, dalla riorganizzazione dei distretti agli ospedali di comunità».

Il salto alle manovre urbanistiche è brevissimo. Parlando del varo del Prg del Porto e della riperimetrazione del Sin, il sindaco rivendica che «abbiamo combattuto quelle rendite di posizione che non avere una programmazione consente» e «la città si troverà con gli strumenti che servono per intercettare la ripresa». Quindi si dice «orgoglioso» del percorso di revisione del piano strutturale. Che però, è evidente, non sarà affatto approvato entro la fine del mandato: gli atti per l’adozione, dice Cosimi, arriveranno a febbraio sui banchi del consiglio.

Parentesi: ormai sarà la prossima giunta a vedere completato, si spera, lo chalet della Rotonda. A chi gliene chiede conto per l’ennesima volta Cosimi risponde così: «Oggi è previsto l’ultimo incontro per l’affidamento dei lavori, ci andremo a prendere tutti un caffè quando non sarò più sindaco...». Intanto fa sapere che «a gennaio inaugureremo il nuovo deposito Atl» e si rivolge sia alla Regione («subito l’uscita del bando regionale del trasporto pubblico») e ai lavoratori del Ctt («Livorno è il comune capoluogo che dà le maggiori risorse al Ctt, ma i lavoratori capiscano che quel mondo dove ogni anno c'era l'aumento del finanziamento ministeriale è finito»).

Per chiudere, tra una citazione e l’altra, Cosimi non ci sta a sentire da molti che a Livorno non c’è un progetto di città. «Nel 2004 quando parlavo di università – dice – mi prendevano in giro. Oggi è una realtà». Poi «abbiamo tenuto in piedi il Goldoni e siamo stati capofila per la statalizzazione delle scuole come il Mascagni». «La città – chiude – si è rimboccata le maniche e ha fatto con quello che aveva», ora «non possiamo più rompere la tela, la paura fa diventare lobbisti». «Quando vennero gli indonesiani e si parlò di olio di palma – chiosa – sembrava arrivasse un reattore nucleare, invece sono arrivati gli investimenti sulla Novaol». «Ormai – chiude – la competizione è a livello mondiale. Se il sindaco di Livorno si è messo a sedere con quello di Marsiglia, il prossimo dovrebbe immaginarsi di sedere con Obama...». (j.g.)

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