Gioco
Porto, via libera al Prg atteso per 60 anni
Voto unanime nel comitato dell’Authority. Gallanti: svolta epocale. Il prof. Noli: finora un’accozzaglia di aree a casaccio
LIVORNO. «Habemus Prg!». Esulta l’Authority copiando la liturgia con cui la Chiesa annuncia il nuovo papa. E si capisce bene che, salutando l’adozione del nuovo piano regolatore portuale nell’ultima seduta del comitato di Palazzo Rosciano, il presidente Giuliano Gallanti parli di «svolta epocale»: anche perché quello precedente risale a sessant’anni fa (quando non c’erano né container né globalizzazione) e nel frattempo in Vaticano si sono susseguiti ben sette pontefici da Pio XII a Francesco. E questo già la dice lunga...
Ma quest’attesa infinita non è l’unico aspetto curioso di questo puzzle che si gioca un po’ sugli elementi giuridico-programmatori e parecchio sugli equilibri di poteri e sotto-poteri. Il via libera, in vista dell’ultimo sprint che porterà all’approvazione definitiva, è arrivato all’unanimità. Copione analogo anche in consiglio comunale (solo due no, Ciacchini e Ghiozzi, su 36 votanti). Chissà come mai, in un simile clima da baci e abbracci, per giungere a varare il nuovo Prg portuale siano stati necessari sessant’anni e l’arrivo dell’accoppiata genovese-romana Gallanti-Provenzali (mentre presidenti livornesissimi come Marcucci prima e Piccini poi non ce l’avevano fatta).
Ma non è l’unico mistero gaudioso in questo rosario perché un porto in declino abbia la grazia di tornare a crescere: negli stessi giorni del sì semi-plebiscitario al Prg portuale, nell’audizione in terza commissione consiliare a Palazzo Civico il “padre” del Prg Gallanti è stato messo sulla graticola in forma bipartisan, maggioranza compresa.
Ora cosa manca? Nel quartier generale dell’Authority ormai sentono di essere a un passo dal traguardo: «Non rimangono che pochi passaggi formali» prima dell’ultimo ok che trasformerà in norma operativa le mappe del piano. Quali passaggi? Dopo l'esame da parte del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici («entro 45 giorni») e dopo la pubblicazione sul Bollettino della Regione («60 giorni massimo») per eventuali osservazioni relative alla Valutazione ambientale strategica (Vas), il nuovo identikit della geografia del porto «potrà essere inviato alla Regione Toscana per l'approvazione finale».
Il dibattito che ha accompagnato il primo round del nuovo Prg portuale è stato incentrato sulla scelta del raddoppio del porto crociere che finisce per inglobare l’Alto Fondale e spinge al trasferimento sia dei traffici di cellulosa (in zona Molo Italia) sia di sabbie e rinfuse solide della Calata Orlando (in zona sponda est). Ma dietro la nuova bussola del porto – a giudizio di Marco Tartaglini, amministratore unico di Modimar, la società che ha seguito per l’Authority la questione Prg – c’è un tris di idee-guida: 1) lo sviluppo dei contenitori e delle autostrade del mare; 2) l’allontamento del terminal petroli dalla città; 3) l’integrazione di una nuova portualità turistica con una infrastruttura per la nautica sociale».
La Darsena Europa, da realizzare all’esterno dell’attuale Darsena Toscana, è la risposta alla prima esigenza: da un lato, per i rotabili una banchina da 1,2 km e sei ormeggi per navi fino a 240 metri; dall’altro, per i container una doppia banchina da 1200 metri e una da 600 più fondali a meno 16 metri e oltre settanta ettari di piazzali. Metà dei quali per il terminal ferroviario, già nel primo stralcio funzionale, che mette nel conto 900 metri di banchine con 16 metri di pescaggio e altri 550 metri con fondali a 14 metri, oltre a un canale d’accesso che si spinge ad avere 17 metri di profondità. Traffico poitenziale: un milione e mezzo di teu. Preventivo: poco più di mezzo miliardo di euro (124 milioni per i dragaggi e altrettanti per le nuove dighe foranee, 84 di strade e ferrovie, quasi 200 per i piazzali). Un sogno a occhi aperti?
Per Gallanti no: anzi, Livorno « ha tutte le carte in regola per tornare a proporsi come uno dei più importanti porti del Mediterraneo». Lo ripete anche il prof. Alberti Noli (Modimar): Livorno era «un’accozzaglia disordinata di aree e funzioni» messe a casaccio, così sarà «uno dei porti che in Italia ha maggiori prospettive di sviluppo». Il numero due di Palazzo Rosciano, Massimo Provinciali, dice che è il frutto «di un lavoro di squadra cui hanno contribuito tutti». Lo ripete il vicesindaco Bruno Picchi: «Comune e Authority hanno fatto lavoro di squadra per arrivare a questo importante risultato».
In realtà, questo non è ancora lo sviluppo: sono le condizioni per conquistarlo. C’è ancora tutto il secondo tempo da giocare...
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