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Livorno

la protesta IN CONSIGLIO

Ex Caserma: «Siamo esasperati e non sappiamo più cosa fare»

LIVORNO. La protesta andata in scena ieri pomeriggio a Palazzo civico è stata tra le più significative che si ricordino di recente. Tutto è cominciato quando circa ottanta persone, appartenenti al...

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LIVORNO. La protesta andata in scena ieri pomeriggio a Palazzo civico è stata tra le più significative che si ricordino di recente. Tutto è cominciato quando circa ottanta persone, appartenenti al comitato dell’ex Caserma occupata, si sono sistemate nella platea dietro ai banchi dei consiglieri comunali: hanno atteso che i lavori del consiglio cominciassero, per poi interromperli immediatamente con fischietti e trombette “da stadio”. A nulla è valsa la richiesta di ristabilire l’ordine da parte di Paola Volpi, vice presidente del consiglio.

Gli agenti della polizia municipale hanno provato a far sgomberare l’aula, ma hanno incontrato la resistenza di alcune decine di membri del comitato. Ne sono scaturiti momenti di panico, con qualche spintone e urla di paura da parte delle famiglie che si erano presentate a Palazzo civico con i bambini piccoli.

La protesta è proseguita per oltre mezz’ora. I manifestanti hanno chiesto a gran voce di essere ascoltati dalle istituzioni. I consiglieri, nel frattempo, avevano lasciato i banchi a ridosso della platea, spostandosi dall’altro lato della sala. In molti, a turno, hanno provato una mediazione, avvicinandosi al pubblico e proponendo un incontro nei prossimi appuntamenti del consiglio. «Non dopo, non domani, ma adesso», è stata la risposta dei membri del comitato.

In aula è arrivato anche il comandante della polizia municipale, Riccardo Pucciarelli. Non c’era il sindaco Alessandro Cosimi, impegnato a Roma nella Conferenza unificata. Il vicesindaco Bruno Picchi ha riunito i capigruppo per decidere il modo in cui gestire la situazione, mentre l’assessore al sociale Carla Roncaglia ha dialogato a più riprese con i cittadini, ricordando loro il percorso intrapreso dall'amministrazione in tema di emergenza abitativa.

I più esasperati hanno condito l'iniziativa con attacchi alla giunta: “tutti a casa”, “vergogna”, “buffoni”, le espressioni più ricorrenti. Alcuni rappresentanti del comitato hanno letto ad alta voce un volantino con elencati i motivi del blitz: «Siamo esasperati, l'inverno è alle porte, e di case da assegnare neanche l’ombra». E ancora: «Diciamo basta all'ipocrisia dell'amministrazione: siamo usati per sistemare le famiglie in difficoltà e nel frattempo siamo in balìa delle decisioni di un giudice o della questura». In seguito i manifestanti hanno cominciato lentamente ad abbandonare Palazzo civico. Prima, però, nei corridoi vicini all'aula consiliare è stato acceso un fumogeno (che ha reso l'aria irrespirabile per diversi minuti), e sono stati fatti esplodere alcuni petardi. (g.c.)

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di Redazione web