Gioco
È livornese l'autore del nuovo calendario di Poste Italiane
Si chiama Matteo Giuntini l'illustratore delle tredici tavole del 2014: “Li ho conquistati grazie alla mia ironia artistica”
"La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto". Questa citazione di Charles Bukowski è ciò che sta alla base delle opere di Matteo Giuntini, 36 anni, artista nato e cresciuto a Livorno. Ogni suo lavoro nasce da un'ironica analisi introspettiva, dall'osservazione del mondo e di ciò che lo circonda, focalizzandosi sul genere umano. Un artista visionario che con i suoi eroi senza fama, crea dipinti, illustrazioni ma anche oggetti, utilizzando ogni sorta di materiale, specialmente di recupero, riportandolo a nuova vita e colore.
Ed è grazie a questa sua capacità di lasciarsi stupire dalla quotidianità, di cogliere l'infinito universo dell'umanità in ogni suo aspetto, alla sua fantasia, che è riuscito a conquistare Poste Italiane che lo ha scelto tra numerosi artisti come illustratore del nuovo calendario 2014 del Gruppo, da oggi in distribuzione in tutti i PosteShop d'Italia con ben 500mila copie. "Per me è stata la prima esperienza come illustratore - racconta Matteo - Sono stato ingaggiato dall'agenzia pubblicitaria McCann di Roma, che si è aggiudicata la commissione. Quando ho saputo che avevano scelto le mie tavole quasi non ci credevo". E invece è tutto vero.
Nel calendario viene raccontata l'evoluzione del costume grazie alle immagini riportate sulle precedenti edizioni storiche dei calendari postali. Tutto attraverso gli occhi del Signor Mario, un personaggio un po' visionario che compie un viaggio all'interno degli uffici postali che costituiscono la capillare rete di Poste Italiane. Essi diventano così nelle tavole di Giuntini, dei luoghi avventurosi, pieni di personaggi e situazioni che, agli occhi del bizzarro protagonista, assumono connotati epico-mitologici, per poi venire svelati fra le rime di quella che diventa così una piccola, piccolissima "Divina Commedia" del mondo postale. Per ogni mese, infatti alle illustrazioni di Matteo è collegata una storia scritta e ideata dalla copywriter Valeria Raimondi e dall'autore e art director Alan Dindo. La storia, dal punto di vista della metrica, si compone proprio attraverso terzine di endecasillabi a rima alternata, ispirati alle terzine dantesche ma ovviamente più semplici (la rima in Dante è "incatenata", perciò la struttura è più complessa e le frasi vanno a capo, nel calendario no,ndr).
Tredici tavole realizzate totalmente a mano (compresi i numeri e il layout) che ci guidano attraverso non solo il mondo di Poste Italiane, ma anche l'arte di Giuntini che porta con sé un inconfondibile tocco labronico di ironia e fantasia. "Amo tutto ciò che concerne il gioco e l'ironia - spiega Matteo - e sono irresistibilmente attratto dalla complessità dell'animo umano. Tutto per me inizia con l una parola sentita, un fatto accaduto o da un brano ascoltato, lo mastico, lo ingoio, lo digerisco ed infine lo sputo, quello che ne viene è un racconto articolato e complesso fatto di colori deteriorati e di supporti consumati dal tempo, popolato da personaggi (eroi) privi di retorica e di ogni patina eroica, sconfitti spesso dalla vita e dalla loro stessa grandezza, ed è per questo che nel mio immaginario prendono il nome di super-eroi senza fama.Eroi che sono dentro ognuno di noi, perchè la vita è una splendida avventura dove dall'apice si passa velocemente a momenti bui. Saperli affrontare fa di noi veri piccoli eroi senza fama". Un'artista a tutto tondo (anche se in realtà non ama questa definizione, né alcun genere di "etichetta") Matteo dedica questo suo lavoro alla famiglia: "Che mi è sempre stata vicino anche quando ero solo agli inizi. Per fare queso lavoro serve una buona dose di autostima e anche tanta incoscienza, ma senza il loro supporto sarebbe stato tutto più difficile". Giuntini espone in diverse gallerie del mondo di arte contemporanea (dalla Svezia alla Germania), "ma qui, nella mia città, è difficile. Livorno ha tante potenzialità che non vengono sfruttate e coltivate. L'arte non viene considerata un lavoro e a pagare questa mancanza siamo tutti".
Info: www.matteogiuntini.it
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