Gioco
Cosimi apre la porta a un sindaco “esterno”
Le due ipotesi del primo cittadino: o un uomo di macchina o un grande nome E così spuntano l’onorevole Andrea Romano (Scelta Civica) e Giuseppe Angella
LIVORNO. Alessandro Cosimi, sei mesi al 25 maggio, data quasi ufficiale per le amministrative 2014. Quanto conterà il suo giudizio sulla scelta del candidato di punta del centrosinistra?
«Guardi, io me ne sto distante dalla questione, ma non per fare il furbo, semplciemente per razionalità. E’ forse giusto che io l’ultimo a fare quel nome».
Intanto è stato interpellato?
«No, ma devo dire che finora non c’è stato niente di concreto».
A sei mesi dal voto la discussione non è un po’ in ritardo?
«Diciamo che è il caso che la questione adesso esploda nella sua concretezza. E’ corretto che a gennaio ci sia una riflessione seria, che non può più essere episodica come lo è stata finora».
E’ un’accusa al modo in cui sta procedendo il percorso?
«C’è un dato sostanziale che motiva la tempistica e le modalità: sono le incertezze che hanno pesato in tutti questi anni, la percezione che le legislature potessero interrompersi a tutti livelli, la non vittoria del centrosinistra, i tempi di formazione del governo. Tutto ciò tende a rimandare la normalità delle scadenze».
Un’idea su chi verrà dopo di lei tuttavia se la sarà fatta?
«Certamente. Io penso che si debba scegliere tra due strade».
E quali sarebbero?
«La prima è quella di un candidato sindaco di grande prestigio. Un nome conosciuto in tutta Italia. Un livornese che non abiti a Livorno ma che potrebbe rappresentare nel miglior modo la nostra città fuori dai confini comunali. Se si andasse in questa direzione, sarebbe però necessaria una giunta formata da gente esperta, capace di mandare avanti la macchina amministrativa e di concretizzare i progetti che sono stati definiti nel corso del mio mandato».
Si dice che le piaccia molto Andrea Romano di Scelta Civica. E poi c’è l’avvocato Giuseppe Angella che continua ad essere tra gli “esterni” più accreditati...
«Nomi non ne faccio. Ma una soluzione innovativa, con una persona che venga da fuori e porti una ventata di novità legata a proprie modalità personali, esterne allo schema mentale di un’appartenenza è credibile. ll principio può essere quello di una discontinuità marcata. L’unica cosa non possibile a mio avviso è quella di una persona che non ha esperienza. Una che piomba nel ruolo di sindaco e da lì impara tutto nel giro di tre mesi: mi parebbe una scelta molto strana».
Si riferisce all’ipotesi Concita De Gregorio, poi sfumata?
«Lei aveva un’altra caratteristica: sarebbe stato uno strappo e un salto culturale molto alto. Le mancava esperienza amministrativa ma non si può certo dire che sarebbe stato un nome di basso profilo, anzi. Certo, questa cosa di fare il sindaco senza esperienza io la trovo un po’ strana, ma può darsi che mi sbagli. Non sono l’oracolo».
E la seconda strada?
«L’alternativa a un candidato sindaco di "rappresentanza", sarebbe a mio giudizio quella di un candidato molto esperto di amministrazione. Un uomo-macchina, insomma. In questo caso, potrebbero entrare a far parte della giunta anche alcuni giovani che così potrebbero crescere nel corso dei cinque anni e creare una classe dirigente».
Qualcuno da pescare dalla sua giunta, insomma...
«Io penso che tra le persone che hanno lavorato con me ce ne siano molte di altissima qualità, altrimenti non si sarebbe affrontato una crisi come questa». (giulio corsi)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
