Gioco
Con i volontari di Sant’Egidio per il pranzo di Natale insieme a chi è nel disagio
La Comunità di Sant’Egidio mette in agenda anche quest’anno il pranzo di Natale insieme a «tante persone incontrate in anni di amicizia per strada, nelle case, nelle carceri, persone che altrimenti trascorrerebbero le festività da sole». Appello a chi vuol dare una mano come volontario
LIVORNO. I volontari della Comunità di Sant'Egidio stanno preparando gli spazi – nella chiesa di San Giovanni Battista e nei locali adiacenti – per il tradizionale pranzo di Natale che vedrà a tavola «le persone incontrate in anni di amicizia per strada, nelle case, nelle carceri, persone che altrimenti trascorrerebbero il Natale da sole». L’ultima volta erano in più di 400 a festeggiare a Livorno insieme alla Comunità di Sant’Egidio.
In vista del pranzo natalizio, domenica scorsa nella chiesa di San Giovanni Battista è stata celebrata – viene spiegato – «una messa in ricordo di Gigi Mura, amico senza fissa dimora e morto nel dicembre del 2009, e di tutte quelle persone che hanno vissuto e sono morte per strada».
L'idea del pranzo di Natale è nata a Roma all'inizio degli anni '80: nel segno di un sentirsi famiglia «formata da chi è povero e solo, ma anche da chi, sceglie a Natale e tutti i giorni, di non dimenticarsi di nessuno», come dicono i volontari.
Cresce il numero delle persone alle quali la Comunità dà una mano, ma cresce anche «il desiderio di stare insieme e di vivere una solidarietà con chi è toccato dalla crisi». Magari preparando i regali che verranno consegnati a ciascuno da Babbo Natale, oppure cucinando le lasagne o anche allestendo i locali. Pure quest'anno sarà possibile aiutare, dicono dalla Comunità di Sant’Egidio: chi volesse farlo può contattare il numero 0586 211893.
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