Gioco
Barsotti: nasce dalla comunità il nuovo welfare
L’avvocato Luciano Barsotti (nella foto) avrebbe potuto limitarsi a recitare la parte del benefattore: è grazie ai soldi della Fondazione Livorno (ex Cassa risparmi) da lui presieduta che è stato...
L’avvocato Luciano Barsotti (nella foto) avrebbe potuto limitarsi a recitare la parte del benefattore: è grazie ai soldi della Fondazione Livorno (ex Cassa risparmi) da lui presieduta che è stato possibile realizzare il nuovo centro Caritas di via Donnini (in alto il logo-simbolo). Ma l’intervento al fianco del vescovo Giusti e di suor Spiezio è risultato alla fin fine meno rituale del previsto e più ambizioso nella parabola di tiro delle argomentazioni.
Al centro dell’attenzione una idea di “welfare di comunità” come fase 2.0 dello stato sociale nell’era della spending review e della spesa pubblica decrescente. Tradotto: anziché poggiare sulle spalle del solo apparato pubblico, meglio allargare le fondamenta del sistema e includere la capacità di sostegno da parte del mondo delle imprese, delle banche, delle realtà produttive, dell’arcipelago dell’associazionismo e della galassia del volontariato. Come dire: dev’essere la comunità locale nel suo complesso a farsi carico di generare meccanismi di inclusione sociale. Dietro questo filo di ragionamento di Barsotti c’è una idea di fondo: «Non può essere qualcun altro a risolverci i problemi, – tiene a sottolineare – la responsabilità è nella comunità nelle sue articolazioni».
In effetti, Barsotti vede la Fondazione in un ruolo non di sponsor esterno bensì di corresponsabile del progetto nato in casa Caritas («anche perché è in linea di continuità con il progetto del Porto di fraternità a Torretta al quale abbiamo dato gambe finanziarie all’inizio del decennio scorso»).
Quest’idea di corresponsabi- lità “comunitaria” – dice Barsotti – nasce da un diverso concetto di sostegno sociale: non più l’emergenza dell’emarginazione cronica ma la vulnerabilità di fasce sempre meno ristrette di popolazione che, ad ogni imprevisto dietro l’angolo, rischiano di precipitare nel gorgo delle nuove povertà o comunque della fragilità sociale.
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