Gioco
Alle Sorgenti nuovo centro Caritas a tempo di record
C’è voluto meno di un anno per realizzare il nuovo centro Caritas in via Donnini. Il vescovo Giusti ha colto la palla al balzo per dire che «allora, grazie anche alla collaborazione degli enti pubblici, è possibile concretizzare le cose in tempi brevi». La struttura ospita anche una “scuola dei mestieri”
LIVORNO. Si chiama “Sorgenti di Carità” in omaggio al quartiere che lo ospita e il logo è una magnifica idea del grafico Marco Masini: raffigura una mano che offre una goccia d’acqua ma proprio quest’acqua è anche l’ala di una colomba in volo. È stato inaugurato in via Donnini 165 il nuovo centro Caritas creato nell’ex casa mons. Piccioni di proprietà della diocesi: nel giro di pochi mesi è stato ristrutturato con un budget di 950 milioni fornito dal generoso contributo della Fondazione Livorno, dai fondi dell’8 per mille e da donazioni private, incluso un rilevante contributo del Lions . Al lavoro un team con Stefano Caturegli, progettista in tandem con Arianna Pacini, e direttore dei lavori eseguiti dall'impresa Macchia insieme alle ditte Termocasa e Elettroimpianti.
Agli inizi dello scorso mese di marzo la prima pietra, adesso l’inaugurazione: «Se ce l’abbiamo fatta – dice il vescovo Simone Giusti – lo dobbiamo anche alla celerità con cui enti pubblici come, ad esempio, il Comune e l’Asl, hanno fatto il loro lavoro. Ma questa realizzazione è anche un messaggio: è possibile concretizzare le risposte in tempi brevi, senza troppe lungaggini. Bisogna fare squadra per essere in serie A come il Livorno di mister Nicola». Una velocità di esecuzione che è stata riassunta nel video con cui Riccardo Repetti ha ben ripercorso dodici mesi dal progetto ancora solo in embrione fino alla realizzazione.
Sono previsti anche un centro diurno, un centro famiglia e una struttura di accoglienza per il disagio adulto, ma la novità è soprattutto la “scuola dei mestieri” in cui un gruppo di maestri artigiani cercherà di aiutare soprattutto persone over 40 a ritrovare un mestiere dopo che magari sono stati espulsi dall'apparato produttivo. Già, perché è proprio alla fascia più adulta che guarda questa struttura. Il motivo lo dice suor Raffaella Spiezio, presidente della Fondazione Caritas: nel 2013, fino al 30 novembre scorso, la Caritas a livello diocesano, senza contare cioè l’attività delle parrocchie ha aiutato quasi 3mila persone, più della metà di esse (53%) sono fra 35 e 55 anni.
L’avvocato Luciano Barsotti, presidente di Fondazione Livorno, che con un proprio rilevante contributo aveva già affiancatola Caritas dieci anni fa nella costruzione del polo diocesano di Torretta (“Porto di fraternità”), ne fa il modello d’intervento per una nuova stagione del welfare: non più caricato solo sulle spalle di Stato ed enti locali ma «costruito dalla comunità», cioè unendo le forze anche di imprese, organizzazioni di categoria, banche, associazionismo e volontariato «nel segno di una nuova inclusione sociale»
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