Gioco
Porto 2000, scontro Gallanti-Pdl (ma anche il Pd non fa sconti)
LIVORNO. «Mi è giunta voce che il destino della Porto di Livorno 2000 sia già segnato: si andrà verso una privatizzazione totale». Bruno Tamburini, capogruppo Pdl, va all’attacco frontale nell’audizio...
LIVORNO. «Mi è giunta voce che il destino della Porto di Livorno 2000 sia già segnato: si andrà verso una privatizzazione totale». Bruno Tamburini, capogruppo Pdl, va all’attacco frontale nell’audizione del presidente dell’Authority Giuliano Gallanti in terza commissione.
LA PROVOCAZIONE. Ma Tamburini non si ferma lì. In segno di sfida, agita una bustina: «Per gioco ho scritto il nome del favorito in questa gara, se volete la consegno al segretario». Gallanti proprio non ci sta e, visibilmente arrabbiato, ribatte per le rime. «Non è assolutamente vero: in queste ore Kpmg ha firmato ufficialmente il contratto come advisor. Avrà 70 giorni per fare le sue valutazioni, poi, a seguito delle sue indicazioni, valuteremo come muoverci».
REGIONE O SAT? Inutile dire che la questione Porto 2000 diventa il fulcro di ogni cosa nell’incontro con il numero uno del porto. In ballo anche il possibile ingresso nella società da parte della Regione: direttamente o tramite la partecipata Sat. Ma che differenza c’è? La spiega Gallanti: «Innanzitutto, mairicevuta nessuna richiesta ufficiale dalla Regione. Il presidente Rossi mi sembrava piuttosto propenso per la soluzione Sat, promuovendo così una sinergia tra aeroporto e porto. Comunque giuridicamente la questione è chiara: o entra direttamente la Regione e allora non si fa gara o in caso di ingresso indiretto (anche tramite Sat) occorre partecipare al bando come le altre società».
Il rischio? Trovare un big del settore sulla propria strada: competere risulterebbe difficile. Ma per Gallanti, «anche se dovesse succedere, non bisogna pensare male: un grande armatore che ha un terminal non lo tiene solo per sé».
I dubbi non provengono solo dall’opposizione ma anche dal Pd: «Un conto è vendere il 25%, ben altro è cedere il 75%», dice Paolo Fenzi, chiendendo anche «a quanto è aperta questa vendita?». Gallanti cerca di difendersi: «Sappiamo bene quanto sia importante la percentuale ma ancora non abbiamo deciso, attendiamo il lavoro dell’advisor». Lamberti (Confronto) insiste sul ruolo del consiglio comunale («deve essere ascoltato, vogliamo dare una dignità di pubblico interesse a questo processo di privatizzazione»).
ESCAVO E DINTORNI. Il numero uno dell’Authority è stato incalzato anche su altri fronti: «Credo che la questione del terminal container sia passato troppo in sordina: invece lì ci giochiamo molto, non possiamo perdere le grandi navi», dice Enzo Raugei (Pd). Anche il presidente della commissione, Vladimiro Del Corona, pensa che «il valore del nostro porto si giochi sulla capacità di accogliere le navi da oltre 8mila teu: bisogna accelerare sulla darsena Europa». Della stessa linea anche Salvatore Capuozzo (Udc), che domanda a Gallanti «quale futuro può avere il porto, se nella darsena Toscana ci sono portacontainer che non riescono a entrare per le dimensioni?». Gallanti risponde: «Credo che Livorno non debba guardare ai supergiganti da 18-20 mila teu, ma ai feeder da 10mila teu: contiamo di farcela con la darsena Europa». Poi, rispondendo a Capuozzo sul porto crociere, rincara: «Si deve privilegiare chi presenta un piano industriale, piuttosto che l’offerta economica».
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