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Livorno

Truffe on line, operaio livornese nei guai

Truffe on line, operaio livornese nei guai

Creava siti web per ingannare i clienti che volevano acquistare oggetti di Hi-tech. Incensurato e residente in centro, è stato denunciato dalla polizia postale nell’ambito di una maxi indagine: in tutto, tre arresti, quattro denunce e tredici siti sequestrati

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Creava siti web ad hoc per fare truffe on line ingannando i clienti del web. Per questo un operaio livornese di 43 anni, residente in centro a Livorno, è stato denunciato dalla polizia postale nell’ambito della vasta indagine nata a Roma che ha portato alla scoperta di un'organizzazione criminale dedita alle truffe online. In tutto, come scoperto dalla polizia, le truffe hanno fruttato al gruppo proventi per circa 4 milioni di euro.Tre le persone arrestate e 4 quelle denunciate, i siti sequestrati invece sono 13.

In particolare, il livornese secondo le indagini portate avanti dalla sezione livornese della polposta, guidata dall’ispettore capo Massimo Montuori, avrebbe spillato soldi a consumatori ignari per migliaia di euro. Il settore su cui l’operaio ha maggiormente puntato è quello dell’Hi-tech: ipod, ipad, smartphone, pc e così via. Il 43enne livornese, incensurato, è accusato di truffa, e anche di frode informatica.

Il blitz a casa dell’operaio risale al giugno, ma ora l’inchiesta è giunta a una svolta. Come scoperto dalla polizia, l’uomo faceva parte di un gruppo ramificato in tutto il Paese che realizzava siti per il commercio elettronico con grande precisione e cura dei particolari dando vasta pubblicità sui motori di ricerca più visitati, anche attraverso la stipula di contratti particolari che ponessero sempre tali articoli in posizioni apicali.

La merce venduta era sempre hi-tech poiché particolarmente appetibile sul mercato elettronico. Al prezzo, già conveniente in partenza, veniva applicato un ulteriore sconto del 20, 30%, così da rendere l'offerta ancora più interessante. Al fine di rendere il tutto più verosimile il gruppo aveva provveduto ad attivare, mediante l'uso di documenti falsi realizzati anche acquisizione di foto presenti sul web, imprese on-line in varie parti d'Italia, che avevano superato anche lo scrutinio degli acquirenti più sospettosi. Sino a questo momento, infatti, sono stati identificati ben 4.000 vittime della truffa. Le somme provento delle truffe, ritirate su tutto il territorio nazionale tramite prelievi bancomat e operazioni di sportello presso istituti bancari e postali, venivano convogliate su conti correnti accesi online, ma anche su conti correnti bancari e postali tradizionali. Un ingente quantitativo di denaro è stato anche fatto transitare su carte di debito e credito e su conti PayPal.

I tre arresti sono stati effettuati a Pescara e Campobasso, quest'ultimo in collaborazione con il Compartimento di polizia postale molisano. Le perquisizioni sono state eseguite oltre che in città, a Pescara, Campobasso e Ferrara. I 13 siti web, tutti attestati in Italia, gestiti remotamente dal gruppo, attraverso società britanniche, per pubblicizzare il presunto materiale oggetto delle truffe sono stati sequestrati.

Le indagini proseguono per risalire ad eventuali altri siti fraudolenti e con essi eventuali ulteriori vittime dell'attività del gruppo.

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di Redazione web