Il Tirreno

Livorno

L’ultimo abbraccio a Colonnacchi Le sue ceneri in mare

Al cimitero dei Lupi l’omaggio di una folla straordinaria Via da ogni retorica, niente orazione funebre né cerimonia

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LIVORNO. Sarà il mare ad accoglierne le ceneri nei prossimi giorni, sarà il suo amatissimo mare l’ultima dimora terrena di Roberto Colonnacchi, grafico del Tirreno per un ventennio ma anche pittore e illustratore di vena singolarissima, che si è spento all’improvviso domenica sera a 67 anni in mezzo ai colori e alle tele del suo studio di via delle Cateratte all’ex Borma.

Una straordinaria folla di parenti, amici, colleghi gli ha dato l’ultimo abbraccio ieri mattina al cimitero dei Lupi, dove è stato poi cremato. Una folla di colleghi incrociati con quell’ironia beffarda per provare a dare un po’ di sorriso e leggerezza anche alle mille beghe della vita di redazione. Ma anche tanta gente del mondo dell’arte e tanti appassionati di mare che ne hanno conosciuto la passione alla Punta.

Roberto se n’è andato all’improvviso: chiunque l’abbia conosciuto non può non esser rimasto choccato dal fatto che la morte l’abbia strappato ai suoi affetti mentre era nel pieno vigore. Ma i familiari non hanno avuto dubbi: disperdendo le ceneri in mare fanno sicuramente la sua volontà. Del resto, non è forse vero che anche negli ultimissimi giorni prima del malore fulminante era andato a fare il bagno in mare?

Ancora non è stata decisa la data: la famiglia, a bordo di una barca, arriverà un miglio al largo e lì depositerà fra le onde il contenitore biodegradabile che si scioglierà in acqua disperdendo fra i flutti le ceneri di Roberto.

Anche il momento dell’addio è stato sotto il segno della sobrietà più assoluta. Roberto non amava né la retorica né la prosopopea: e i familiari hanno sentito il bisogno di onorare il proprio padre e marito appunto evitando ogni rito e ogni commemorazione. Il saluto estremo è stato semplicemente un accompagnare il feretro senza discorsi né orazioni funebri, ma semplicemente seguendo la bara nel percorso dalla camera mortuaria dei Lupi fino alla sala del commiato.

C’è da dire che mentre il corpo di Roberto ha compiuto questi ultimi metri la giornata già singolarmente tiepida e soleggiata si è fatta ancor più primaverile. E per un attimo, nell’unica nuvola rimasta in un cielo d’un bell’azzurrone è parso di intravedere la sagoma dei baffoni di Roberto. Ma probabilmente è solo il bislacco effetto su occhi che vogliono tenersi dentro le lacrime.(m.z.)

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di Redazione web