Gioco
I 71 bidoni fantasma tornano in Parlamento
Interrogazione di Realacci al ministro dell’Ambiente. Deposti fiori in porto per il secondo anniversario
LIVORNO. A due anni dall'incidente dell'Eurocargo Venezia, avvenuto il 17 dicembre 2011, Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, ha depositato un'interrogazione ai ministri dell'Ambiente e Salute, per conoscere gli sviluppi della vicenda dei fusti tossici dispersi nelle acque di Gorgona.
«Restano ancora da recuperare dalle acque dell'Arcipelago Toscano 71 dei 198 fusti contenenti sostanze tossiche e pericolose - sottolinea Realacci -. Per sapere a che punto sia il monitoraggio dell'area, quali siano le iniziative in atto per arrivare al completo recupero dei fusti tossici ed escludere definitivamente qualsiasi rischio per la salute dei cittadini e dell'ambiente e come si intenda assicurare alle autorità competenti le risorse necessarie alle operazioni di recupero, ho presentato un'interrogazione ai ministri di Ambiente e Salute».
Soddisfatta per l'iniziativa di Realacci Legambiente: «E' molto importante che abbia riproposto il problema del recupero dei 71 fusti - commenta Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana - Insieme all'on. Realacci richiamiamo la Grimaldi ed il Governo alle loro responsabilità e ad applicare il principio del chi inquina paga».
Intanto oggi a Livorno, in occasione del secondo anniversario della caduta in mare dei fusti tossici, il gruppo 'Togliete quei bidoni' insieme a Loris Rispoli, presidente del Comitato Moby 140, ha deposto un mazzo fiori ai piedi della lapide che ricorda i nomi delle vittime del Moby Prince.
«Continuiamo ad avvertire la necessità di sottolineare l'importanza della memoria - spiegano dal comitato 'Togliete quei bidoni' - Se è vero che non vogliamo dimenticare la presenza sul fondo del mare di 71 bidoni è assolutamente necessario non dimenticare mai la tragedia del Moby. Si tratta, come è ben chiaro, di vicende diversissime, assolutamente non paragonabili ma che sono unite dallo stesso mare, un mare che tutti noi vogliamo sia sempre e comunque soltanto fonte di vita».
(r.l.)
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