Gioco
Direttissima Fs con l’interporto, per Rossi «una grossa svolta» per il porto
Il governatore Enrico Rossi ha firmato l’intesa con le istituzioni livornesi per la realizzazione dello “scavalco” ferroviario che consentirà il collegamento direttissimo fra porto di Livorno e interporto di Guasticce, rendendo quest’ultimo «un immenso retroporto che non ha eguali in tutto il Tirreno del nord». E aggiunge: è «una grossa svolta» per lo sviluppo dello scalo labronico
FIRENZE. L’interporto di Guasticce trasforma una parte di sé stesso «in un immenso retroporto che non ha eguali in tutto il Tirreno del nord»: è una «grossa svolta» per il porto di Livorno, che così «amplia le disponibilità e potenzialità». A dirlo è il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che oggi, mercoledì, ha firmato – insieme alle istituzioni locali (Authority, Provincia, Comuni di Livorno e Collesalvetti, società Interporto) – l'accordo «per il potenziamento dei collegamenti e dell'integrazione modale fra il porto di Livorno e l'interporto Amerigo Vespucci».
L’accordo mira a realizzare un collegamento direttissimo fra porto e interporto evitando gli intoppi dell’intersezione con la linea tirrenica: sarà utilizzato – spiegano dalla Regione – «un vecchio scavalco ferroviario della linea tirrenica che verrà rafforzato e migliorato» con un investimento di 14 milioni, metà dei quali saranno turati fuori dalla Regione.
Entro quando la concretizzazione dell’intesa in una infrastruttura ferroviaria effettivamente funzionante? Rossi parla di «tempi rapidi»: «entro il 2014» partiranno i lavori per un obiettivo importante e condiviso, in cui tutti dobbiamo fare la nostra parte per accelerarne il raggiungimento, superando pastoie burocratiche e diatribe locali».
Rossi insiste a sottolineare le potenzialità di sviluppo del porto labronico («sono convinto che potrà “fumarsi” tutti gli altri porti del Tirreno del nord») ma segnala anche le due condizioni per poter conseguire ilo risultato: 1) l’escavo dei fondali; 2) una «maggiore competitività anche sui costi» così da «evitare le lunghe soste delle navi in rada».
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