Toscana
Appalti e riciclaggio due arresti dei carabinieri
LIVORNO. In teoria sono i titolari della Fedelpol di Rosignano Marittimo e della Silpress Vigilanza di via Filzi a Livorno. Ma in realtà uno fa il parcheggiatore nel casertano, e l’altro la guardia...
LIVORNO. In teoria sono i titolari della Fedelpol di Rosignano Marittimo e della Silpress Vigilanza di via Filzi a Livorno. Ma in realtà uno fa il parcheggiatore nel casertano, e l’altro la guardia giurata. Ieri mattina sono stati arrestati dai carabinieri nell’ambito di un vasta inchiesta su appalti pubblici, riciclaggio e collegamenti alla camorra che ha preso il via da Caserta. Dieci arrestati tra cui Carlo Chiaese, 48 anni, vigilante di Marcianise residente in via Vittorio Veneto a Cecina (ora ai domiciliari), considerato il “proprietario fittizio” della Fedelpol srl, e Domenico Di Carluccio, anche lui 48enne, nato e residente a Marcianise, dove fa il parcheggiatore al Big Maxi Cinema, considerato “finto” titolare della Silpress Vigilanza srl.
Secondo l’accusa infatti sono due “prestanome” ingaggiati da ambienti vicini al clan camorristico Belforte per raggirare la legge patrimoniale antimafia.
I carabinieri ieri all’alba hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare e hanno sequestrato i beni intestati alla Fedelpol, cioè cinque conti correnti e 4 mezzi. Sigilli anche alla Silpress Vigilanza, di cui sono stati sequestrati il 100% delle quote e due conti correnti. I due, per gli investigatori, sono responsabili, in concorso, del reato di “intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare clan camorristico”. Secondo il capo di accusa, i due avrebbero assunto la titolarità di Fedelpol e Silpress “solo allo scopo di eludere le leggi in materia di misure di prevenzione patrimoniale ovvero di agevolare la commissione del riciclaggio”. Il leader del gruppo sarebbe Angelo Grillo, imprenditore casertano nel settore delle pulizie, già colpito da provvedimento cautelare per vari reati, tra cui quello di concorso esterno nell’associazione camorristica Belforte di Marcianise. Obiettivo del clan, secondo gli investigatori, era pilotare le gare di appalti di servizi pubblici e farle vincere a società della “famiglia” in cambio di soldi e assunzioni ai “collaboratori”. Ma cosa c’entrano le due società livornesi con l’inchiesta di Caserta? Secondo gli accertamenti dei carabinieri, la Fedelpol è entrata a far parte di un giro legato a Grillo. Giro che si è ampliato nel momento in cui la società livornese Silpress di via Filzi nel novembre 2011 è stata acquisita dalla stessa Fedelpol. Per un po’ le due società hanno mantenuto due licenze prefettizie, necessarie per fare certi tipi di vigilanze. Nel giugno 2012 le due licenze sono state unificate finchè poi quest’anno la Silpress si è resa autonoma (ma senza licenza) e ha smesso di fare servizi in città, mantenendo solo piccole attività nel casertano. (l.l.)
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