Lamberti jr salta il guado e passa al Pd di Renzi
«Nessuna incoerenza, per me è anche il partito di Cuperlo, Prodi e D’Alema» Stoccate ai renziani livornesi: «Non vedo novità né discontinuità col passato»
LIVORNO. Lui che di critiche a Renzi e soprattutto ai neorenziani saliti giorno dopo giorno sul carro del sindaco di Firenze, ne ha sempre risparmiate poche, ha deciso di lasciare Tabacci, saltare il fosso e passare nel Pd proprio ora che Renzi è stato incoronato dal plebiscito delle primarie. Ma Pasquale Lamberti, figlio dell’ex sindaco Gianfranco e fino a ieri coordinatore provinciale del Centro Democratico, la questione dell’incoerenza vuole spazzarla via subito: «Non c’è niente di strano o di incoerente in questa scelta - sottolinea -. Intanto perché questo non è solo il partito di Renzi, ma è anche il partito di Cuperlo, di Prodi e di D’Alema. E poi, se proprio devo dirla tutta, io sono e sono stato assolutamente coerente, anzi sono il più coerente di tutti visto che nel 2005, quando iniziò l’autodistruzione della classe dirigente che Renzi ha rottamato, io ho fatto un passo indietro, non mi sono iscritto».
Ora, quasi dieci anni dopo, rieccolo varcare la soglia del circolo della Stazione e prendere la tessera del Partito Democratico. Perché? E perché proprio ora? «Sennò quando lo faccio, nel 2020? - replica Lamberti -. Un Pd senza sinistra è un Pd perdente e io voglio portare il mio contributo in questo senso. E poi diciamocela tutta: fuori dal Pd non si può incidere sul presente e sul futuro di questa città. Fuori dal Pd non conti niente ed è anche per questo che sono tutti del Pd», continua.
Ma è chiaro che la questione della coerenza e anche dei rapporti politici all’interno del partito con quelli che da oggi sono i suoi nuovi compagni, resta al centro dell’attenzione. «Io non sono renziano e non sono innamorato di Renzi - insiste Lamberti -, ho una cultura diversa, ma credo nella sfida lanciata dal sindaco di Firenze per un partito in grado di superare le correnti e aperto al suo interno, che si liberi della bruttura delle nomine della politica».
Sulla questione locale Lamberti jr è convinto che «una nuova fase politica è ormai aperta con tutta evidenza anche a Livorno». Anche se poi non riesce a non risparmiare stoccate anche pesante proprio al renzismo livornese: «Mi auguro che sparisca presto, visto che non ci saranno più correnti. Ad ogni modo devo riconoscere che si tratta di un fenomeno molto particolare, basta vedere i nomi di chi si propone discontinuo e nuovo. Non ce n’è uno, di discontinuo e di nuovo». Il riferimento è per esempio a Davide Cecio, bersaglio preferito delle critiche by social media di Lamberti? «Beh, penso che lui non possa dar lezioni a nessuno e non possa permettersi di parlare male del governo di questa città. Ma di Cecio non m’importa niente: per fortuna nel mio nuovo partito troverò tante persone come Simonetta Pampaloni o Cristina Lucetti».
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