Il Tirreno

Livorno

Il M5S in visita all’ex reattore «Faremo anche le nostre analisi»

di Ludovica Monarca
Il M5S in visita all’ex reattore «Faremo anche le nostre analisi»

Il portavoce alla Camera Massimo Artini plaude alla trasparenza e disponibilità del centro Poi però nel pomeriggio ribadisce: «Ancora troppi dubbi», ed è polemica per l’assenza di Ferrari

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LIVORNO. Da un parte il plauso per la totale trasparenza e disponibilità dimostrata dal Cisam, dall’altra lo scetticismo riguardo ai risultati delle analisi e sul procedimento di smaltimento delle acque della piscina dell’ex reattore che comunque non smette di alimentare domande e richieste di nuovi controlli. Finisce così la giornata del portavoce alla Camera del Movimento 5 Stelle, Massimo Artini (che è anche vice presidente della commissione Difesa a Montecitorio) interamente concentrata sul processo di decomissioning riguardante l’ex reattore nucleare di San Piero a Grado, con il deputato che di mattina afferma la sua gratitudine nei confronti dell’ammiraglio Domenico De Bernardo (direttore del Cisam e responsabile del procedimento del decomissioning) per aver aperto le porte del centro e risposto alle domande. Deputato che nel pomeriggio tiene comunque a ribadire: «Con i miei tecnici e analizzeremo i dati fornitici dal centro militare. Torneremo presto a visitare il sito con altre domande e faremo anche le nostre analisi sui campioni delle acque trattate».

Alla visita di ieri mattina al Cisam, oltre al deputato Artini hanno partecipato due suoi collaboratori e l’esperto di nucleare e decomissioning Vincenzo Zaccari. Assenti gli altri deputati di M5S che avrebbero dovuto essere presenti, impegnati a Roma sulla legge di stabilità. Il parlamentare e i suoi accompagnatori hanno prima assistito in aula magna alla spiegazione dell’ammiraglio De Bernardo riguardo al procedimento di smaltimento delle acque della piscina dell’ex reattore (iniziato lo scorso ottobre) e hanno poi visitato l’impianto e l’intera struttura, compreso il capannone in cui sono conservati i rifiuti nucleari del centro a partire al 1964.

Nessun limite alla visita del centro, né nessuna tensione o reticenza al rispondere alle domande del parlamentare da parte dell’ammiraglio e dei tecnici e ingegneri che lavorano al procedimento (presenti sia alla “introduzione” in aula magna, sia durante la visita al centro). Non solo, al deputato, sono stati consegnati direttamente dall’ammiraglio tutti i dati e i protocolli richiesti riguardante il processo di decommissioning.

«La trasparenza dimostrataci ci rassicura. Difficilmente ho trovato un atteggiamento così disponibile e aperto», aveva affermato Artini a fine visita: «Adesso mostrerò ad alcuni esperti tutti i dati raccolti. Tengo a sottolineare che questa non è stata una visita ispettiva, ma conoscitiva. In quanto portavoce del movimento è mio dovere rispondere alle domande dei cittadini». Domande che sono arrivate copiose durante la conferenza stampa organizzata dal M5S nel pomeriggio nella Sala Bella del Comune di Pisa. Presenti attivisti del movimento, consiglieri pisani a cinque stelle, ma anche tanti livornesi. Al centro del dibattito la paura riguardo ai risultati delle analisi delle acque trattate, la procedura scelta e le condizioni del capannone in cui sono conservati i rifiuti nucleari del centro. Artini risponde, affiancato dal tecnico Zaccari, spiegando il procedimento e i dati delle analisi (consultabili online anche sul sito di Arpat) delle acque trattate che mostrano come i limiti di legge siano tutti più che rispettati (con valori ben quattro volte inferiori). «Il sospetto è alla base del Movimento – afferma Artini – E lo comprendo. La corruzione politica e le mezze verità dette in ambito ambientale hanno portato a questo. Per questo, vista anche la disponibilità dell’ammiraglio De Bernardo noi andremo sempre fino in fondo. Nei prossimi giorni analizzerò tutti i dati ricevuti con i miei tecnici e torneremo al Cisam con nuove domande. Non solo, faremo anche le nostre analisi, probabilmente rivolgendoci a un ente estero». È polemica però riguardo alla mancata presenza durante la visita al Cisam del tecnico di fiducia sul nucleare dei movimenti livornesi e pisani Giorgio Ferrari. A spiegare l’accaduto ci pensa direttamente il deputato Artini: «In un primo momento il Ministero aveva negato l'accesso a Ferrari in quanto firmatario di un esposto alla Procura della Repubblica contro lo sversamento, ma una volta chiarito che in realtà Ferrari non aveva assolutamente firmato l’esposto l’autorizzazione era stata concessa. Solo che è arrivata troppo tardi. È stato lo stesso Ferrari a indicarmi Zaccari come esperto del settore, per cui ho pensato che non sarebbe stato un problema. Mi scuso per il disguido, chiamerò Ferrari quanto prima mostrandogli tutti i documenti fornitici dal Cisame e alla prossima visita all'ex reattore sarà certamente presente».

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