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«Uccisa dall’infezione presa in ospedale»
La famiglia denuncia: ricoverata in seguito a una caduta, si aggrava durante il ricovero. Dimessa, muore dopo pochi giorni
LIVORNO. «La mattina che fu ricoverata, mia madre aveva fatto le lavatrici, aveva riso e scherzato con i suoi nipotini, miei figli. Quando è tornata a casa dopo la dimissione, era un vegetale. Aveva contratto un’infezione in corsia e quando è stata dimessa ce l’aveva ancora, ma per i medici stava bene. Di lì a pochi giorni, è morta. E io ancora me la ricordo così, sorridente e attiva, come l’ho sempre vista». Un tarlo ronza nella testa di Lara Scotto e da due anni non le dà tregua: sua madre poteva essere salvata? Elsa Cirinei è morta il 16 dicembre del 2011, nel giro di un mese e mezzo. Assistita dall’avvocato Nicola Giribaldi, la figlia ha fatto causa all’Asl 6, presentando una querela. Quello che il legale contesta con forza è che la settantenne sia stata dimessa dall’ospedale di Livorno per due volte, nonostante l’infezione da Klebsiella, secondo la parte offesa contratta in ospedale «forse per cattiva igiene del reparto», fosse ancora in atto. Il pm ha chiesto l’archiviazione del caso, ma la difesa ha presentato opposizione. E a gennaio il giudice si pronuncerà al riguardo.
«Ricordo che era ricoverata nel reparto di Medicina e doveva essere dimessa l’indomani. Il medico mi disse: “Signora, sua madre domani non esce, dobbiamo trattenerla perché ha preso un’infezione”. “E dove l’ha presa?” Domandai io. E lui, lo ricordo come fosse successo ieri, mi rispose: “L’ha contratta qui. Lei quando prende il raffreddore come fa?” ». Elsa viveva insieme alla figlia Lara e ai nipotini Yari ed Asia a San Marco, in via Adriana. Era una donna molto attiva e faceva la nonna a tempo pieno, aiutando la figlia nella gestione della casa e della famiglia.
Il primo ricovero. Il 29 settembre 2011 la signora Elsa viene ricoverata in ospedale a causa di un’ulcerazione cronica della cute e di una cardiopatia dovuta a una caduta accidentale in casa che le ha provocato anche escoriazioni alle gambe. La diagnosi parla di “edemi declivi con segni di infezione e carenza di potassio”. Durante il ricovero, la Cirinei contrae l’infezione da klebsiella. Secondo l’avvocato Giribaldi e secondo la figlia, l’infezione sarebbe derivata dalle «cattive condizioni igieniche del reparto», quello di Medicina.
Dimessa anzitempo? Dopo qualche accertamento, la settantenne viene dimessa. È il primo ottobre 2011 e secondo i medici si è ristabilita. Ma Elsa sta tutt’altro che bene. «Era sempre debole, dovevo aiutarla io in tutto: prima invece era autonoma», racconta la figlia. Il 27 ottobre, c’è un nuovo ricovero: le viene riscontrata un’infezione da microorganismi molto aggressiva tanto che viene messa in isolamento per poi essere trasferita dalla Medicina generale alle Malattie infettive. «Nonostante l’infezione fosse ancora presente - sottolinea l’avvocato Giribaldi - la signora Cirinei è stata di nuovo dimessa erroneamente. Per i medici era in grado di stare a casa perché “non aveva problemi infettivi in atto”, ma non era così e i fatti, ahimé, l’hanno dimostrato. Lei doveva essere trattenuta e curata». Le fa eco la figlia: «Non si sono curati di lei». Il 26 novembre Elsa è di nuovo a casa, ma le sue condizioni sono molto critiche e si aggravano.
Nuovo ricovero a Pisa, ma è tardi.
Il 6 dicembre, dieci giorni dopo le dimissioni da Livorno, la 70enne viene ricoverata in Medicina generale a Pisa per l’aggravarsi dell’infezione. E nonostante tutte le terapie, il 16 dicembre muore.
Le osservazioni del pm. Per il magistrato che ha chiesto l’archiviazione del caso, non è possibile stabilire il momento e soprattutto la causa del contagio. Ma la figlia Lara ribatte: «Mia madre stava bene: sarebbe bastato curarla con scrupolo».
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