Gioco
Rapine con la siringa «Ho l’Hiv, fuori i soldi» Condannato a 3 anni
Aveva fatto irruzione in una farmacia e in una tabaccheria Appello in aula: «Ho perso mia madre, datemi i domiciliari»
LIVORNO. Il 2 aprile, nel giro di pochi minuti, aveva rapinato la farmacia San Marco sul Pontino e poi la tabaccheria di via Borra. In entrambi i casi aveva fatto irruzione nei negozi con una siringa usata e, minacciando i titolari, aveva detto: «Ho l’Aids, fuori i soldi». Inoltre il mese precedente, aveva aggredito un pony pizza, portando via la pizza e il resto del pagamento, fatto ad arte con 100 euro. Tre casi per cui Alessandro Mencari, livornese di 43 anni, ieri pomeriggio è stato condannato a 3 anni e tre mesi di reclusione, oltre che al pagamento di una multa di 1000 euro e delle spese processuali.
È la decisione presa dal collegio dei giudici Carlo Cardi e, a latere, Antonio Del Forno e Tiziana Pasquali, che hanno accolto la richiesta del pubblico ministero Massimo Mannucci. A difendere Mencari, c’era il suo avvocato, Nicola Giribaldi. Ieri nel corso dell’udienza, è stato ascoltato il dottor Enrico Malotti del servizio psichiatrico, chiamato a pronunciarsi sulla salute mentale dell’imputato. Il medico, a questo proposito, ha dichiarato la capacità di intendere e di volere di Mencari, che ha dei gravi problemi legati alla droga.
Lo stesso 43enne, alla fine del dibattimento, ha fatto delle dichiarazioni spontanee, manifestando il suo disagio ai giudici: «A primavera ho perso mia madre e ora sono disperato. Vi prego, se potete datemi i domiciliari perché vorrei stare accanto a mio padre. Purtroppo ho dei problemi con la droga e ho paura a stare in carcere». Prima di avanzare la richiesta degli arresti domiciliari, tuttavia, come spiega l’avvocato Giribaldi, è necessario aspettare che la sentenza emessa ieri (che ha unificato l’esito di un precedente processo legato alla rapina al pony pizza a quello per le altre due rapine che si è chiuso ieri) diventi definitiva. Intanto Mencari, ieri accompagnato in tribunale dalle Sughere dalla polizia penitenziaria, resta in carcere.
Dopo il blitz sul Pontino e in Venezia, il 43enne era fuggito in bici. Dalla descrizione fatta dai testimoni, la polizia aveva intuito l’identità del rapinatore, poi confermata dalla confessione dello stesso Mencari, rintracciato in città poco dopo. Il magistrato gli ha riconosciuto l’attenuante dello scarso bottino: dalla farmacia era scappato a mani vuote messo in fuga dal farmacista armato di estintore e dalla tabaccheria con soli 190 euro.
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