Il Tirreno

Livorno

centro biologia marina

Ecco come sta il nostro mare

Specifiche indagini forniranno una “foto” della realtà della costa

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LIVORNO. Fornire una descrizione dell’intera linea di costa livornese, attraverso specifiche indagini, per individuare elementi di eccellenza o di criticità dell’ecosistema marino. È questo l’obiettivo del “Progetto di caratterizzazione ambientale” che il Centro interuniversitario di biologia marina (Cibm) sta portando avanti per conto del Comune.

Un’operazione che permetterà di scattare una “fotografia attuale” del nostro mare, ma che sarà anche un punto di partenza per le analisi future e le interazioni costiere previste nel Piano strutturale.

Il progetto ha un costo di 120mila euro: 40mila stanziati dal Cibm, 80mila frutto del finanziamento di Olt come opera di compensazione ambientale nell’ambito della costruzione del rigassificatore. Come spiegato ieri a Palazzo civico dall’assessore all’ambiente Massimo Gulì, il percorso guidato dal Cibm consentirà di «raccogliere dati importanti lungo tutta la costa livornese, dallo Scolmatore a Chioma, compreso il prezioso ecosistema della Gorgona». «Il monitoraggio marino – prosegue Gulì – ci permetterà di osservare se ci sono siti delicati, da salvaguardare o da valorizzare. Lo studio di specifici indicatori garantirà inoltre un confronto negli anni dei diversi parametri, così da registrare eventuali cambiamenti del nostro mare».

Accanto alla parte scientifica ha grande risalto lo spazio di ascolto e comunicazione con i cittadini. Ne è un esempio il questionario on-line, presente da ieri sul sito web del Cibm e dai prossimi giorni su quello del Comune: si intitola “Il mio mare, il nostro mare”, e tramite 40 domande rileva le esperienze e le opinioni dei livornesi, evidenziando così aspettative e suggerimenti per migliorare la qualità dell’ambiente marino-costiero. Le opinioni emerse dai questionari, così come i risultati dell’intero progetto, saranno presentate alla città entro la primavera del 2014. «Solo con l’ascolto dei cittadini – sottolinea il direttore del Cibm, Stefano De Ranieri – è possibile risalire al microcosmo di interessi che convivono sul mare. Stiamo predisponendo anche una serie di incontri con le associazioni ambientaliste». Non va dimenticata la valenza scientifica del progetto: «Abbiamo già eseguito una mappatura di tutti i fossi in città – rivela De Ranieri – con misurazioni effettuate tramite ecoscandaglio e con riprese televisive. Le analisi si spostano ora in mare aperto». «I risultati scientifici – aggiunge il capo della Protezione civile, Leonardo Gonnelli – avranno risvolti pratici importantissimi».

I contenuti del progetto saranno infatti fondamentali in sede di Piano strutturale, consigliando limiti nell’interazione con l’ambiente marino, indicazioni sui fondali coinvolti nelle trasformazioni delle infrastrutture o misure da adottare a difesa della costa.

Giorgio Carlini

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