Gioco
La spazzatura selvaggia ci costa mezzo milione
Il dirigente del Comune Gonnelli: «Contravvenzioni in aumento ma si paga un prezzo troppo alto per pulire e con quei soldi si potrebbe costruire un asilo»
LIVORNO. Duecentoquarantadue: ecco il numero delle sanzioni di violazione ambientale effettuate a Livorno durante tutto il 2013: macchine, frigoriferi e lavandini abbandonati, superamento dei limiti acustici, scarichi in ambiente senza autorizzazione...L’immagine che esce dal rapporto sulle contravvenzioni ambientali del Comune è di una Livorno che sembra non imparare mai abbastanza dal passato e dai suoi errori. Anche quest’anno infatti il costo per le casse comunali per recuperare i rifiuti abbandonati arriva a 450mila euro. Una cifra da capogiro, «con gli stessi soldi – afferma il dirigente dell’Ufficio ambiente del Comune Leonardo Gonnelli, si potrebbe sistemare una scuola, realizzare un parco giochi per bambini, quasi costruire un asilo».
Rifiuti abbandonati
L’abbandono di rifiuti continua ad essere il tallone d’achille della città. Duecentodieci le sanzioni fatte da gennaio al 9 dicembre di quest’anno. Multe che possono arrivare anche fino a 500 euro (e in casi estremi come di abbandono di rifiuti tossici diventare reato penale), ma non sembra frenare i furbetti del cassonetto. Una violazione il cui costo a volte ricade anche su privati. Se, infatti il rifiuto viene lasciato in un’area privata, a pagare per la rimozione dev’essere il proprietario dell’area e non il Comune. E nel 2013 ben 75mila euro non stati spesi così. Le forze in campo, spesso, non sono sufficienti per gestire una situazione problematica come quella dell’abbandono dei rifiuti, dovendo svolgere contemporaneamente il servizio di controllo del territorio.
«Con l’avvento degli ispettori Aamps però l’azione – dice Gonnelli – potrà essere più mirata e, si spera, concreta. Il progetto di Comune e Aamps va proprio nella direzione di dotare i vigili urbani di un “occhio” in più costituito proprio dagli ispettori ambientali dell’azienda che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Livorno. Se poi, dopo la sperimentazione che è in corso in questo periodo, si dovesse passare a una fase più strutturata, probabilmente si potranno trovare risposte più concrete e con tempi ridotti a una delle emergenze più evidenti con la quale Livorno si trova a combattere ogni giorno. È ingiusto che la città intera paghi il prezzo di alcuni incivili».
Gli avvii di procedimento
Un dato che colpisce è anche il numero di avvii di procedimento: ben 173. «Un dato positivo – dice Gonnelli – perché significa che ben 173 situazioni irregolari sono state regolarizzate». L’avvio di procedimento infatti è una sorta di sanzione transata per cui se, durante un controllo (effettuato anche in seguito a una segnalazione) vengono riscontrate delle irregolarità prima che avvenga il reato (irregolarità dunque, non vere e proprie violazioni) il privato (o la ditta) ha secondo un periodo limite indicato dal Comune il tempo di mettersi in regola. I lavori eseguiti dai privati per regolarizzare le loro posizioni (comunque solo in presenza di un’autorizzazione valida), mediante l’avvio del procedimento, evitano dunque il proseguo dell’attività sanzionatoria amministrativa. Nel caso in cui i soggetti non ottemperino all’avvio e alla successiva ordinanza, incorrono in un procedimento penale. Nel 2013 a Livorno sono stati spesi 265mila euro da privati o ditte per mettersi in regola. 95mila solo per quanto riguarda gli scarichi in ambiente non regolari.
«Siamo molto soddisfatti di questo risultato – spiega Gonnelli – Anche perché nell’ultimo anno le segnalazioni di irregolarità sono aumentate quasi della metà. I cittadini dimostrano anche così di non sostenere più eventuali errori che ricadrebbero su tutta la comunità. Certo, come dimostra il dato sull’abbandono di rifiuti c’è ancora molto da migliorare, ma ci sono ottimi segnali».
L’orologio dei costi
Per far comprendere ai cittadini il costo sulle casse pubbliche delle violazioni ambientali a inizio 2014 apparirà sul sito del Comune una sorta di grafico a torta. «Io lo chiamo “l’orologio del verde” – spiega Gonnelli – che sarà pieno a inizio anno, ma ogni volta che il Comune dovrà spendere soldi a causa di una violazione ambientale segnerà quanto il costo incide sulle casse publiche. I livornesi devono rendersi conto degli effetti che producono gli errori (anche se di pochi).
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