I Forconi interrompono il consiglio
Una ventina i manifestanti in Comune. Il movimento: «Non siamo fascisti»
LIVORNO. Ieri mattina la seduta del consiglio comunale è stata interrotta da circa una ventina di persone che, entrando in aula consiliare, si sono definite come “appartenenti al movimento dei forconi”.
I manifestanti si sono presentati con l'intenzione di distribuire tra i banchi i volantini cui erano affidati i motivi della protesta, che si rifà al movimento nazionale. Quando la portavoce del gruppo ha interrotto i lavori del consiglio (in modo comunque pacifico), gli esponenti di maggioranza e di opposizione hanno chiesto che fosse ristabilito l'ordine in aula. Così è stato spiegato ai presenti che avrebbero potuto continuare ad assistere alla seduta consiliare, senza però interloquire con gli esponenti politici. I manifestanti, a quel punto, hanno appeso uno striscione fuori dall’aula, con scritto "Livorno si ferma". Poco prima, davanti a palazzo civico, gli aderenti al movimento avevano esposto un altro telo con un messaggio eloquente: “Fermiamo insieme questo governo ladrone”.
«Il nostro movimento non appartiene a nessun gruppo politico – spiegano dal comitato – Siamo semplici cittadini che vedendo che stava partendo una mobilitazione a livello nazionale, abbiamo deciso di esprimere anche la nostra rabbia verso questo governo a Livorno. Ci dissociamo da qualsiasi forma violenta di manifestazione avvenuta a livello nazionale. Non siamo fascisti, ma solo cittadini arrabbiati con questo governo».
La protesta, affermano dal movimento, andrà avanti «ad oltranza ovvero fino a quando ci saranno persone pronte a scendere in strada per lamentare il loro dissenso».
Giorgio Carlini
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