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Appalti a Napoli, Dassatti nei guai
Insieme all’ex comandante della Capitaneria indagato anche il contrammiraglio Porciani
LIVORNO. Nel mirino dell'inchiesta sugli appalti al porto di Napoli c'è l'ammiraglio Luciano Dassatti, 71 anni. Trentino di origine, è una figura molta nota nella nostra città per l’impronta lasciata negli assetti portuali negli anni '90 del post-Prandini prima come comandante della Capitaneria e poi con gli equilibri disegnati da commissario dell'Authority labronica nella fase preliminare dell'istituzione, in attesa dell’arrivo di Marcucci nel '95.
Nei guai pure un altro ex alto ufficiale della Capitaneria livornese: il contrammiraglio Stefano Porciani, 62 anni, che a Livorno ha ricoperto ruoli di vertice in uffici-chiave come demanio e ambiente, occupandosi di dragaggi e circoli nautici.
Oltre all'ammiraglio Luciano Dassatti e al contrammiraglio Stefano Porciani, l’inchiesta napoletana si è concentrata sugli imprenditori Pasquale Legora De Feo e Anna Ummarino: per tutti e quattro sono stati emessi divieti di dimora. Nell’inchiesta napoletana risultano complessivamente indagate 15 persone.
Stando alle ipotesi accusatorie degli inquirenti, Dassatti avrebbe "dimenticato" di riscuotere crediti – attorno ai due milioni di euro secondo alcune fonti, circa dieci invece secondo altre – che l'Authority partenopea avrebbe dovuto riscuotere da grosse società come canoni concessori e in cambio avrebbe ottenendo come “regalo” alcuni lavori di ristrutturazione del proprio alloggio di servizio per un valore stimato sui 150mila euro.
Altre due società, sempre secondo le indagini coordinate dal pool guidato dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal pm Antonella Fratello, si sarebbero viste accordare un trattamento di favore con una dilazione di pagamento che non è contemplata dalle norme. A quanto è dato sapere, l’attenzione degli inquirenti si è appuntata anche sull'aggiudicazione della gara per la concessione delle aree del molo Martello, incluso lo specchio d'acqua, allo scopo di costruire un bacino galleggiante da destinare a un cantiere privato di riparazioni navali: i pm sospettano che la gara sia stata in qualche modo “pilotata” in favore di una società.
Non è chiaro invece quali siano le responsabilità specifiche che l’accusa attribuisce a Porciani.
Dassatti è al vertice del porto di Napoli dal dicembre di cinque anni fa: nel dicembre 2008 venne nominato commissario sull'onda del ciclone giudiziario che coinvolse il suo predecessore, all’inizio del febbraio successivo venne nominato presidente, poi di nuovo commissario, con una proroga ulteriore decisa a settembre. In precedenza, era arrivato a Napoli nel ’95 per reggere il timone della direzione marittima, dopo averlo fatto a Livorno nei tre anni precedenti (mentre dal 2004 al 2007 sarà investito della responsabilità di numero uno del comando nazionale del Corpo delle Capitanerie).
Porciani invece aveva lasciato Livorno nel 2010 per rispondere alla chiamata arrivata proprio da Napoli da parte di Dassatti per occuparsi dell’ìarea istituzionale coordinando la segreteria dell’istituzione portuale napoletana (ma anche il settore dragaggi e ambiente).
Mauro Zucchelli
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