Il Tirreno

Livorno

Poste chiuse da un mese a Quercianella: è mistero

di Lara Loreti
Poste chiuse da un mese a Quercianella: è mistero

All’ingresso un cartello segnala lavori in corso che però non sono mai iniziati Secondo l’azienda, l’ufficio sarebbe stato sprangato per i danni dovuti a un furto

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LIVORNO. In principio fu un tentato furto. Misterioso, nella notte: un buco fatto nel muro dell’ufficio postale di Quercianella, sull’Aurelia. Poi la sede è stata chiusa. Ancora più misteriosamente, senza avvisi né spiegazioni. I residenti l’hanno scoperto per caso, semplicemente trovando la porta chiusa della sede, una mattina di metà novembre. Molti di loro in quei giorni si sono recati alle poste di Antignano, dove però, dopo lunghe file, sono stati mandati via perché per numerose operazioni è necessario che i clienti si rechino presso l’ufficio di Castiglioncello. Ora, da qualche giorno, affisso alla porta a vetri dell’ufficio di Quercianella c’è un cartello che dice la sede è chiusa per lavori in corso. Solo che in quell’edificio - che pure avrebbe bisogno di un grosso restyling - non c’è mai stato alcun cantiere: di lavori nemmeno l’ombra.

Cosa sta succedendo dunque a Quercianella? In tanti se lo chiedono ancora. Morale della favola: l’ufficio postale è chiuso da quasi un mese. I cittadini sono costretti a recarsi a Castiglioncello, dove sono stati spostati anche i lavoratori che prima erano impiegati lì. Ma attenzione: a Castiglioncello e nelle altre sedi postali alternative, indicate nel cartello che si trova sulla porta dell’edificio a Quercianella, non è possibile fare tutte le operazioni.

«Siamo stati ignorati: non si fa». La gente è arrabbiata. Lo fa notare Alberto Risaliti, coordinatore della Pro Loco del paese. «Non è solo la chiusura dell’ufficio a farci indignare, ma soprattutto il modo: alla “chetichella”, come fa chi vuole nascondersi». Tante sono le incognite. «E i nostri libretti del risparmio che fine fanno? - si chiede Risaliti - Noi come gruppo abbiamo un libretto aperto proprio in quella sede e tanti cittadini sono nella nostra stessa situazione: che prospettive abbiamo dunque? Come Pro loco di un quartiere che è alle porte di Livorno, onestamente, ci aspettavamo una considerazione maggiore da parte delle Poste. Invece, anche in questo caso siamo stati abbandonati a noi stessi».

Disagi per gli anziani. La notizia della chiusura dell’ufficio ha gettato scompiglio in paese, soprattutto fra i più anziani, abituati a recarsi nella vicina sede sull’Aurelia per tutte le operazioni, prima fra tutte la riscossione della pensione. «Ditemi voi cosa dovrei fare - dice Frediana Picchioni, 80 anni - Io ho mia figlia che mi porta in giro. Ma chi non ha nessuno, come deve fare? E poi come facciamo a pagare i bollettini? Io, per fare prima, ne ho pagato uno alla banca e ho dovuto sborsare un sacco di soldi in più per il bonifico». E poi non tutti sono in grado di prendere l’autobus. «Per di più l’ufficio postale di Castiglioncello è a Caletta quindi c’è anche un bel pezzo di strada da fare», fa notare Fernanda Corti. Il disagio riguarda tutti (sono circa 400 le persone che vivono nella frazione), ma a maggior ragione gli anziani che a Quercianella sono numerosi. «Se a un anziano vengono tolti i soldi, si sente perduto - dice Angela Cerri - per loro la possibilità di gestire la pensione è tutto. Se penso a mia suocera: ha 91 anni per lei questo è un dramma».

Cittadini attivi: petizione. Intanto, i residenti non sono rimasti con le mani in mano, anzi, hanno già dato vita a una raccolta di firme per chiedere alle poste di non chiudere l’ufficio. «Non vogliamo fare la fine di Nibbiaia o di Castelnuovo», dicono. La gente è pronta anche ad altre iniziative: la proposta, che viene da Giovanni Pasquini, artista e regista, è di trovare un fondo alternativo, se necessario: «Siamo pronti a rimboccarci le maniche e a trovare un accordo con le Poste per continuare a dare un servizio necessario a questo paese».

«Ufficio fatiscente ma meglio di niente: sempre trascurati». L’edificio che ospita le poste (su cui c’è la targa “proprietà comunale”) è fatiscente: le mura cadono, le persiane traballano, c’è una parte recintata perché a rischio crolli, lo scivolo per entrare è disastrato e l’erba nel retro è altissima. «Ma a noi, e lo diciamo con un riso amaro, l’ufficio postale va bene anche così, pur di averlo - dice Pasquini - perché qui a Quercianella siamo tristemente abituati al peggio. Siamo l’ultima ruota del carro. E pensare invece che siamo la porta sud della città...».

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