Gioco
Oggi faccia a faccia tra segretari e “ambasciatori” renziani
LIVORNO. Resta in bilico il timone della Federazione del Pd, dopo le primarie che domenica hanno eletto Renzi segretario nazionale, con oltre il 70% dei consensi anche in città e in provincia. Forse...
LIVORNO. Resta in bilico il timone della Federazione del Pd, dopo le primarie che domenica hanno eletto Renzi segretario nazionale, con oltre il 70% dei consensi anche in città e in provincia. Forse né Samuele Lippi né il segretario comunale Yari De Filicaia, sostenitori di Cuperlo, si aspettavano numeri simili. Così ieri Lippi ha ripetuto che «sto valutando cosa fare, cosa sia meglio per il partito».
Le dimissioni restano un’ipotesi, ma il confronto è aperto. «Ci stiamo avvicinando alle amministrative – ripete – c’è bisogno di un partito unito: voglio parlare con loro (i renziani, ndr) per capire insieme qual è il modo migliore di andare avanti». L’incontro è in programma per stamani. Un caffè con Alessio Quintavalle, che di Lippi è stato lo sfidante all’ultimo congresso. Si parlerà della nuova segreteria, della direzione. Lippi, che resti oppure no, vuole sciogliere tutti i nodi «entro Natale».
Intanto ieri si sono riuniti proprio i cuperliani: i comitati sono stati sciolti, i presenti si sono ripetuti tra loro che Renzi ha vinto ed è «il segretario di tutti». «Ora – chiude Lippi – basta con le correnti, io non sarò uomo di corrente».
Non ha mai parlato di dimissioni De Filicaia che oggi incontrerà l’ex competitor Alberto Silvestri. I due proveranno a raggiungere l’accordo sulla direzione. Ma sullo sfondo ci sono partite più delicate. A partire dalle primarie per scegliere i candidati a sindaco: di partito o di coalizione? E in questo caso, con un candidato unitario o con più nomi?
Tutto mentre si apre una polemica interna ai renziani. A quanto risulta tra i 17 nomi che farà Silvestri non c’è nessuno delle associazioni Adesso. «Aspetto l’esito del confronto – interviene quindi Giovanni Battocchi – se poi non ci sarà attenzione verso gli Adesso sarà un problema. Per ora nessuno ci ha chiesto niente. E noi non chiediamo niente. Ma ci aspettiamo considerazione perché da renziani della prima ora, non da “diversamente renziani”, abbiamo creduto da subito in un percorso e dato un contributo importante. Lo dimostra il fatto che Parrini è venuto più volte da noi. Se questa attenzione non ci sarà – conclude – ne prenderemo atto e apriremo una riflessione su un gruppo che nei fatti dimostrerebbe di non seguire la politica della trasparenza di Renzi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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