La protesta
Muore a 33 anni barista di Corea
Stroncato da un malore, s’è spento in Rianimazione domenica mattina. Lascia quattro figli di cui due gemelline di un mese
Sulla saracinesca chiusa del bar L’Isolotto di Corea c’è un grande cartello scritto a mano: “Ciao Claudio, un grande abbraccio. Il quartiere Corea. Per sempre nei nostri cuori”. Sotto, una serie di firme disposte in sei colonne. Claudio Voliani aveva 33 anni e quattro figli: s’è spento domenica mattina in ospedale, stroncato da un malore improvviso che non gli ha dato scampo. Da 18 mesi gestiva insieme ad altri tre commercianti il bar che si trova in piazza Saragat, a pochi metri dalla casa in via Gobetti dove era cresciuto. Un sogno che Claudio aveva realizzato dopo anni di lavoro nel settore del commercio.
Voliani s ’è sentito male venerdì notte mentre era in casa in via Palestro con la compagna Eleonora. Un’ambulanza della Misericordia, inviata dal 118, lo ha portato d’urgenza in ospedale. Le sue condizioni sono apparse subito molto critiche. Claudio è stato ricoverato in Rianimazione in coma e nel volgere di poche ore ha perso le funzioni vitali finché domenica mattina il suo cuore ha smesso di battere. Il suo corpo è stato portato nella camera mortuaria dell’ospedale sul viale Alfieri, dove si trova tuttora, sotto il sequestro della magistratura. Gli inquirenti stanno valutando se fare l’autopsia oppure se sottoporre il giovane al solo esame medico esterno del corpo. L’obiettivo è chiarire le cause che hanno portato al decesso. Intanto i carabinieri stanno svolgendo degli accertamenti.
Oltre alla compagna Eleonora e ai quattro figli, Voliani lascia nel dolore il fratello Maurizio, che insieme al padre gestisce la cantina Santo Stefano a san Marco, e i genitori Stefano Voliani e Annamaria Barghigiani. Ma soprattutto lascia tanti amici, quelli di Corea, che con lui hanno condiviso la vita.
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