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Livorno

De Filicaia e Lippi, coppia in crisi

De Filicaia e Lippi, coppia in crisi

Il livornese: «Non penso a dimettermi». Il cecinese: «Sto valutando»

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LIVORNO. «Se penso a dimettermi? Assolutamente no, non ne vedo il motivo». È schietto come sempre Yari De Filicaia. Per lui, ieri, non deve essere stata una giornata facile. La vittoria di Renzi è stata un ciclone anche a Livorno, dove il sindaco di Firenze ha registrato percentuali bulgare quasi in ogni seggio.

«Renzi è il nuovo segretario ed è anche il mio segretario», ripete dall’altra parte della cornetta De Filicaia, capolista di Cuperlo alle primarie. «Sono abituato a fare battaglie in cui credo a viso aperto – rivendica – così come hanno fatto altri. Il partito resta di tutti: anche Cuperlo ha detto che dal treno non si scende».

«Dopo le primarie – riprende – Ho ascoltato le parole del segretario del partito: mi è piaciuto il discorso che ha fatto, è condivisibile quando dice che spetta ai quarantenni guidare la macchina. C’è bisogno di interpretare questo percorso anche sui territori, tutti dovranno farsene carico, chi lo ha sostenuto e chi non lo ha fatto. Onore a lui, a Civati e a Cuperlo. Come hanno detto tutti, c’è un gruppo dirigente nuovo che deve incarnare il cambiamento nel paese e anche qui».

Nei prossimi giorni sia lui che Samuele Lippi, segretario della Federazione, dovranno decidere le nuove direzioni e segreterie. Rispetto ai renziani De Filicaia dice che «seguiremo un percorso condiviso sulle direzioni». E apre le porte della segreteria: «Lo avrei fatto anche prima – dice – siamo vicini alle amministrative, ho tutto l’interesse a far sì che tutti siano rappresentati nel partito».

Ma se De Filicaia dice di non pensare affatto alle dimissioni, Lippi usa parole diverse. Alla domanda se si senta saldo alla guida della Federazione, pensa un po’ prima di rispondere: «Al momento nessun indicatore mi fa pensare di essere meno stabile di prima. Noi abbiamo riconosciuto il risultato e la forte volontà di cambiamento». Ma pensa di dimettersi? «Sono umile e ragionevole, sto valutando cosa sia meglio per il partito. Al momento in cui mi hanno eletto ho ricevuto voti da civatiani, cuperliani e renziani. Domenica, dalle urne, è emersa un’altra cosa...». Lippi chiarisce infine che sosterrà Renzi nonostante la vocazione cuperliana: «C’è bisogno di un cambio di marcia».

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