Gioco
Spreco e degrado: da Carrara all'Elba l'oscura eredità di Italia '90
Abbandonati, incompiuti: ecco come sono ridotti gli impianti costruiti per i Mondiali in Toscana
La super palestra (chiusa) per soli 300 abitanti, l'hotel ridotto a uno scheletro di cemento e la cittadella dello sport di cui, per ora, si vedono solo gli spogliatoi. Italia '90, in Toscana, non ricorda più le Notti magiche di Gianna Nannini. E la mascotte Ciao, simbolo del mondiale di calcio, è ormai sepolta dagli impianti incompiuti o in disuso, costruiti grazie ai finanziamenti erogati fra l'88 e il 2004. Il tema, proprio in questo periodo, ritorna attuale a pochi giorni dall'approvazione in Senato della manovra di stabilità, che contiene anche la "legge sugli stadi", per facilitare la ricostruzione dei vecchi impianti italiani. Si possono anche ri-fare gli stadi, ma l'importante è non prendere come esempio Italia '90 che ha rappresentato un grande sperpero di denaro pubblico. Nella nostra regione, oltre al restyling dello stadio Franchi di Firenze, sono arrivati contributi per decine di miliardi di lire per opere che poco avevano a che fare con la Coppa del mondo.

(foto: il Marble hotel di Carrara)
Lo sanno bene a Carrara, dove iniziamo il nostro viaggio. Arrivati al casello dell'autostrada non possiamo non imbatterci nello scheletro del Marble Hotel, lì dal 1988. Per realizzare questo scempio - 9.000 metri cubi di fabbricato che prevedeva 150 camere, ristoranti, discoteca, aree fitness e un garage di 3.500 mq - sono stati spesi 8 miliardi e 300 milioni di lire. A cosa servisse un albergo faraonico a più di cento chilometri da Genova - lo stadio più vicino dove si sono giocate le partite del Mondiale - ancora non l'ha capito nessuno. Oggi, il cantiere, con fatica è riaperto. L'immobile è diventato di proprietà della società Versil Home, i cui dirigenti sarebbero pronti a velocizzare i lavori a condizione che la Società Autostrada Ligure Toscana costruisca una rotatoria di accesso allo stabile. Ma sulla tempistica degli interventi non vi sono certezze. E nel frattempo, 26 anni dopo, ai Mondiali brasiliani con l'Italia giocherà Mario Balotelli, nato nell'estate del '90, quando il Marble avrebbe dovuto essere inaugurato.

(foto: la pista di atletica di Portoferraio)
Riprendiamo l'autostrada e puntiamo verso Piombino. Nello stesso periodo, all'Elba, veniva inaugurato il campo di atletica di Portoferraio. Inizialmente utilizzato dalla Marina militare, poi dalla Guardia di finanza, attorno al 2000 passò al Comune. Venne usato per qualche anno, ma oggi - pur rimanendo accessibile negli orari di apertura della piscina - non viene sfruttato ed è in degrado. All'incuria potrebbero aver contribuito proprio i soldi dei Mondiali. Nel 2004, infatti, con gli stessi fondi venne co-finanziata per il 50% (con 556mila euro) la costruzione di un altro impianto di atletica distante pochissimi chilometri. La struttura, in località San Giovanni, oggi è in buone condizioni. Nel 2008, invece, la "vecchia" pista costruita sulle note di Gianna Nannini ospitò un concerto di Francesco De Gregori. Il tutto sopra i blocchi di partenza dei 100 metri piani (di cui gli ultimi 30-40 in discesa, altra anomalia tutta italiana). Riccardo Nurra, consigliere comunale dell'epoca, ricorda che "nel maggio del 2011 sulla terra rossa sostavano i mezzi di alcuni giostrai". E per provarlo, mentre ormai ci stiamo avviando all'altro capo dell'isola, ci invia una foto, che pubblichiamo in questa pagina.

(foto: la palestra di Pomonte)
Dopo mezz'ora eccoci a Pomonte, ancora all'Elba. Un turista qualsiasi, arrivando in auto, rischia di non accorgersi di nulla. Poi un cartello con i cerchi olimpici potrebbe disorientarlo. "Che cos'è quell'indicazione? ", chiedono i più. "Una mega palestra, costruita tutta per noi", rispondono i residenti del posto. La struttura è chiusa. Nessuno la vuole gestire e il Comune non ha i soldi per aprirla. L'impianto fu costruito nel 1995 e costò 300 milioni di lire. Il sindaco di allora, Luigi Vagaggini, voleva portare a Pomonte le nazionali di pallavolo durante i ritiri estivi. Ma, a conti fatti, oggi nella parte ovest dell'isola rimane una palestra in disuso con l'acqua piovana che filtra dal tetto. Nell'estate del 2012, con molta sorpresa, la struttura venne usata come dormitorio per un gruppo di musicisti. L'ex pallavolista Andrea Zorzi, chiamato nel '95 per inaugurare l'impianto, forse si sarebbe aspettato di meglio.

(foto: la cittadella dello sport di Cinquale)
Ma per scoprire il progetto più faraonico risaliamo sulla nave e arriviamo a Cinquale, in provincia di Massa Carrara. Si tratta di un'avveniristica cittadella dello sport con piscina, campi da calcio, calcetto, tennis e ambulatori medici. Il progetto è stato co-finanziato nel 2004 con 576mila euro. Ma per ultimarlo serve un altro milione. Il Comune di Montignoso, nel 2009, per non perdere i contributi ha avviato i lavori. Il risultato lo scopriamo quando ci arriviamo davanti, visto che sono stati costruiti solo gli spogliatoi, presi di mira dai vandali che hanno distrutto porte, sanitari e imbrattato muri. E nello spazio circostante, al posto dei recinti di gioco, ci sono alberi, erbacce e una tendopoli. "Ogni tanto ci si intrufolano dei ragazzi", ci dice un signore che vive là vicino. Pensare che il Comune, oltre a iniziare l'opera, a titolo di compensazione aveva concesso a dei privati (i precedenti proprietari dei terreni) altre aree su cui edificare. Ma oggi, del super impianto, rimane solo un cumulo di erbacce con vista sulle Apuane. L'amministrazione, che nel frattempo è cambiata, cerca investitori. Perché risorse pubbliche, in tempi di crisi, non ce ne sono. E quelle di Italia '90 sono state già sprecate.
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