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Salvati dal naufragio Dramma in Meloria
Una barca con 3 persone si è inabissata a 7 miglia dal porto «Abbiamo lanciato il Mayday e siamo saliti sulla zattera»
LIVORNO. Ai soccorritori hanno raccontato che la piccola barca da pesca sulla quale stavano navigando, dopo aver iniziato ad imbarcare acqua, si è inabissata in pochi minuti dopo. «Noi ci siamo salvati perché siamo saliti sulla zattera prima che l’imbarcazione affondasse», hanno raccontato i tre naufraghi, tra i quali c’era un ragazzino di 15 anni che era con il padre e un amico.
L’allarme è scattato intorno alle 11.30 di ieri, quando alla sala operativa della Guardia costiera è arrivata via radio, sul canale 16, una richiesta di soccorso da parte di un diportista a bordo di una barca 6 metri e mezzo, in navigazione per una battuta di pesca.
«Mayday» ripetuto tre volte, così l’uomo, un livornese di 47 anni ha chiesto aiuto alla Capitaneria, in quanto il proprio natante, con motore fuoribordo, stava rapidamente affondando, nella zona della Meloria, a circa 7 miglia dalla costa, per una via d’acqua apertasi improvvisamente. L’operatore della Guardia Costiera, dopo aver chiesto la posizione in mare, invitava immediatamente le persone ad indossare i giubbotti salvagente e a mettere in acqua la zattera di salvataggio autogonfiabile.
Subito veniva disposta l’uscita della motovedetta della Capitaneria livornese e di un mezzo dei vigili del fuoco, dotato di attrezzature per lo svuotamento. Il natante, però, è affondato in pochi minuti su un fondale di circa 50 metri.
Le persone invece hanno fatto appena in tempo a salire sulla zattera autogonfiabile, in attesa dei soccorsi delle motovedette.
I naufraghi sono stati dunque affiancati da un’imbarcazione che era in zona. «Ha fornito ai mezzi di soccorso l’esatta posizione per l’intervento perché nella concitazione della situazione, il conducente della barca in difficoltà aveva riportato in maniera errata».
La motovedetta quando è arrivava ha preso a bordo i naufraghi, conducendoli in porto. Alle 14 le persone recuperate sono sbarcate alla banchina della Capitaneria, dove ad attenderle c’erano i loro familiari.
«Erano infreddoliti - racconta chi li ha visti ma non hanno voluto alcuna assistenza medica».
Sono attualmente in corso le indagini della Guardia Costiera per verificare le cause dell’affondamento del natante che, secondo le prime dichiarazioni raccolte, avrebbe imbarcato acqua nella zona di poppa, durante la navigazione e sarebbe affondata in circa tre minuti.
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