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Rischia di annegare nel canale Giallo sull’identità
LIVORNO. È caduta in un canale pieno d’acqua che corre lungo la ferrovia. È stata salvata grazie ad una catena umana creata da soccorritori e residenti della zona, ma è giallo sul nome della donna...
LIVORNO. È caduta in un canale pieno d’acqua che corre lungo la ferrovia. È stata salvata grazie ad una catena umana creata da soccorritori e residenti della zona, ma è giallo sul nome della donna perché non aveva documenti con sè.
Da ieri mattina la signora è ricoverata in osservazione all'ospedale di Livorno dov'è arrivata in uno stato confusionale, in ipotermia e con una ferita al ginocchio molto probabilmente dovuta alla caduta.
L'incidente è avvenuto intorno alle 10,30 in via Suese, una zona tra Stagno e l'Interporto, lungo la strada che corre parallela alla ferrovia.
A dare l'allarme alcuni residenti che hanno sentito le urla della donna provenire dal canale che si riempie durante l’inverno di acqua piovana. Quando sono arrivati i primi soccorritori l’hanno trovata immersa in questa specie di melma. Sono stati loro i primi ad aiutarlo tirandola sul terrapieno. Poco dopo è arrivata l'ambulanza dell'Svs di Collesalvetti con il medico a bordo.
«L’abbiamo imbracata e messa sulla barella - raccontano - la signora che ha un’età apparente di circa 70 anni era in uno stato di ipotermia, la temperatura corporea, infatti, era al di sotto dei 30 gradi e la pressione era bassa. Durante questi interventi abbiamo cercato di capire da dove venisse e come fosse finita nel fiumiciattolo. Ma la donna non ra in condizioni di rispondere».
I soccorritori hanno allertato la choc room dell'ospedale e nel frattempo hanno eseguito una iniezione per cercare di alzare la temperatura corporea della donna.
Per risalire alla sua identità, visto che l'anziana non aveva con sè documenti hanno anche chiesto ai residenti che erano nei dintorni ma nessuno è riuscito a riconoscerla. La donna molto probabilmente ha vagato nella zona fino a quando non ha perso l'equilibrio ed è caduta nel canale. È anche possibile che abiti nelle vicinanze ma che nessuno la conosca. Fino a ieri sera non è stato possibile, attraverso l’ospedale, sapere se durante la giornata qualche parente si sia fatto vivo spiegando anche che cosa può essere avvenuto. (f.l.)
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