La protesta
Prima l’assedio in Comune, poi l’accordo
In nottata la firma: oggi bus regolari. Integrativo ripristinato fino a gennaio, i Comuni garantiscono la restituzione dei soldi tagliati
LIVORNO. «Non risaneranno l'azienda tagliando la nostra busta paga». Sono passate da poco le dieci del mattino. Nel deposito di via Meyer, casa della vecchia Atl, i bus sono quasi tutti fermi. Autisti, addetti alla biglietteria, all'officina, anche un paio di amministrativi bloccano il piazzale. I lavoratori parlano, si arrabbiano. Alcuni preparano striscioni: “Fontana tagli gli stipendi?!”, “via i privati dal Ctt”. E una parola durissima: “infami”. Parte così la giornata di protesta dei dipendenti livornesi del Ctt, che si chiuderà solo in nottata con l'accordo firmato in prefettura a Pisa tra sindacati, rappresentanti delle istituzioni e dell'azienda.
In mattinata la tensione era altissima. «L'agitazione spontanea ha portato al blocco del deposito, siamo fermi, non ci muoviamo da qui», ripetono a turno nel piazzale. Qualcuno prova a sfumare i contorni dello sciopero selvaggio («è solo una forzatura di quello già indetto dalle 17 alle 21 dall'Usb...»), perché gli stessi dipendenti rischiano parecchio: dalla sanzione amministrativa alla denuncia per interruzione di pubblico servizio. «Chiediamo il ripristino dei contratti integrativi – ripete Tamara Napolitano (Usb) – perché il taglio sulle nostre buste paga è stato dai 200 ai 300 euro: non è giusto che i lavoratori paghino ancora una volta i debiti di un'azienda che non sono stati fatti certo da noi».
Nel deposito ci sono anche i delegati di quasi tutte le sigle sindacali, che però in mattinata dicono di essere presenti «solo a titolo personale, come lavoratori». «Non ci fidiamo più nemmeno dei sindacati, li abbiamo sfiduciati», grida un autista in fondo al gruppo. Le posizioni sono diverse. Ma con una richiesta comune: «I lavoratori - sottolinea Massimo Franceschi (ex segretario Faisa, oggi sindacalista Uil) – chiedono il ripristino dell’integrativo». «E molti – aggiunge – chiedono l'allontanamento dei privati dal Ctt per manifesta incapacità: sono già due volte che risaniamo l'azienda. Io sono delegato sindacale, però sono il primo a mettere in discussione il ruolo del sindacato, che attualmente è relegato a negoziatore: o cambia o è morto, perché non c'è rimasto più niente da negoziare».
Il clima si infiamma fino a sfociare nel corteo che alle 18 porta tutti in Comune. Il municipio viene assediato da petardi e fumogeni e dal grido “giù le mani dagli stipendi”. Anche con momenti di tensione tra lavoratori: una dipendente viene soccorsa da un'ambulanza per un malore. Tutto mentre nella sala giunta il sindaco incontra Massimo Biegi dell'Ugl, Mirko Betti della Uil trasporti, Maurizio Pazzaglia della Faisa, Iuliano Baldini della Cisl e Alessio Bernini della Filt Cgil. Ai quali, poi si aggiungono Stefano Spagnoli e David Macelloni del Ctt di Cecina, Mario Adragna e Stefano Orsi del Ctt di Livorno. Il faccia a faccia col sindaco va avanti per più di un'ora. Poi Alessandro Cosimi vola a Pisa dove dopo le 23 viene raggiunto l'accordo con i sindacati.
Al tavolo i sindaci e i prefetti di Livorno e Pisa, Tiziana Costantino e Francesco Tagliante, i rappresentanti dell'amministrazione lucchese, i vertici del Ctt e i sindacati. L'accordo siglato prevede di ripristinare il vecchio contratto integrativo (quindi senza il taglio dei 250 euro) fino al 31 gennaio. Nel frattempo l'azienda e i sindacati si risiederanno al tavolo delle trattative con l'obiettivo di raggiungere da febbraio l'accordo per un nuovo integrativo «che renda competitiva l’azienda – ripetono – in vista della gara regionale». La somma a cui i lavoratori hanno dovuto rinunciare tra ottobre e novembre sarà restituita con l'aiuto dei Comuni di Livorno e Pisa che, in sostanza, anticiperanno le somme previste per il trasporto pubblico.
Appresa la notizia, i lavoratori livornesi si sono riuniti in assemblea fino a tarda notte: non sono mancate nuove tensioni, ma alla fine è stato deciso che oggi il servizio riprenderà in maniera regolare.
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