Il Tirreno

Livorno

Nei depositi di Villa Mimbelli centinaia di opere non utilizzate

Nei depositi di Villa Mimbelli centinaia di opere non utilizzate

La commissione cultura del Comune di Livorno visita la struttura che ospita il museo Fattori dopo un’interrogazione della consigliera Amadio: su 2800 “pezzi” solo 200 sono esposti

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LIVORNO. Visita al deposito di Villa Mimbelli da parte della commissione cultura del consiglio comunale, dove sono riposte centinaia di opere d’arte che non vengono esposte. A fare da “cicerone” la direttrice di Villa Mimbelli, Francesca Giampaolo, che ha potuto mostrare realmente solo una piccola parte del patrimonio comunale inutilizzato, visto che la maggioranza dei “pezzi” sono imballati per essere conservati al meglio (FOTO).

Circa 40 milioni il valore complessivo delle 2800 opere a disposizione, di cui solo poco meno di 200 sono esposte. Nei depositi ci sono le false teste di Modigliani, ma anche reperti archeologici, affreschi del Romitorio della Sambuca, moschetti del Risorgimento, anfore romane, sculture ottocentesche, arredi di chiese di rito greco ortodosso, abiti dei garibaldini e oggetti vari risalenti a quel periodo, compreso un tavolino usato proprio da Garibaldi, un tavolo da lavoro e la tavolozza usati da Renato Natali. Oltre a opere di arte contemporanea spostate a Villa Mimbelli dall’ex museo di Villa Maria.

La visita è stata effettuata dopo l’interrogazione presentata dalla consigliera Pdl Marcella Amadio in cui si chiedeva di conoscere l’elenco aggiornato delle «opere d’arte non visionabili» , una relazione sull’entità del patrimonio, i luoghi dove sono custodite e il loro stato di conservazione.

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