Il Tirreno

Livorno

Bisogna far uscire il caso dal dimenticatoio

Sul caso di via Solferino abbiamo ricevuto una testimonianza scrit- ta da Riccardo Baglini, direttore Atl dal 1994 al 2002 e oggi mem- bro della direzione commerciale della Ctt. «Qualche anno fa, l'...

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Sul caso di via Solferino abbiamo ricevuto una testimonianza scrit- ta da Riccardo Baglini, direttore Atl dal 1994 al 2002 e oggi mem- bro della direzione commerciale della Ctt.

«Qualche anno fa, l'amministra- zione installò una serie di dissua- sori di sosta in via Solferino al fine di permettere lo scorrimento dell’ autobus nella corsia riservata, in direzione piazza Bartelloni - Scali del Pontino. A seguito della imme- diata ribellione di alcune persone (disturbati da tale impedimento fisico alla sosta, comunque in violazione dell’esistente divieto), con asportazione fisica dei palet- ti, l'amministrazione non trovò di meglio che emettere un’ordinan- za che vietava il transito dei bus dalle 20 alle 7.30. Il tutto con la presunzione, certamente ottimistica, che dopo le 7.30 il divieto di sosta venisse rispettato dagli automobilisti».

Ma così non è, basta vederlo, dice Baglini. «Fu subito evidente il disagio per i clienti del mezzo pubblico, interessati a utilizzare le corse precedenti alle 7.30. All'epoca si pensò a una risposta "improvvisata", destinata a rientrare dopo valutazioni più ponderate, per ripristinare almeno lo stato preesistente per lo scorrimento dell’autobus. Invece, a distanza di anni, e nonostante le recenti prese di posizione su “tolleranza zero” da parte della polizia municipale, la situazione è rimasta invariata. Forse perché i cittadini (di “serie B”, come tutti i frequentatori dei mezzi pubblici), scoraggiati dall'insensibilità dell’amministrazione, hanno rinunciato a qualsivoglia rimostranza ulteriore preferendo, ove possibile, arrangiarsi in altro modo».

Baglini segnala che vuol «tirare fuori dal dimenticatoio in cui è collocata» questa questione. Come? «Ripristinando lo stato preesistente, potrebbe rappre- sentare un piccolo segnale della capacità di ripensare scelte rive- latesi poco felici e di riprendere in considerazione le esigenze, anche se non espresse in maniera “aggressiva”, di cittadini ormai rassegnati, per mostrare che talvolta l’amministrazione è capace di operare serenamente (seppure “a scoppio ritardato”) e non “su pressione”, ottenendo anche il risultato di riaffermare l’inopportunità di cedere alla rassegnazione».

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