Gioco
Incubo Equitalia: debiti pagabili anche in 10 anni
Procedura semplificata se si chiede di diluire l’importo nell’arco di sei anni Ecco quali sono i requisiti per poter accedere alla rateizzazione extra-lunga
LIVORNO. Il debito con Equitalia è un incubo per centinaia e centinaia di famiglie e di imprenditori anche nella nostra città. Ma adesso, con il "decreto del fare", è stata messa nero su bianco la possibilità di avere una rateizzazione extra-large fino a dieci anni così da poter ridurre l'impatto sul portafoglio del singolo malcapitato.
IL DOPPIO CANALE
In realtà, il canale è duplice: da un lato, c'è il piano ordinario in base al quale è possibile suddividere il debito fino a 72 rate mensili (6 anni); dall'altro, c'è una opportunità ulteriore per allungare un po' di più il periodo per la restituzione fino ad arrivare a dieci anni. La differenza? Il piano su scala decennale è attivabile solo «nei casi di grave e comprovata situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica ed estranea alla propria responsabilità».
RATE IN 10 ANNI: PER CHI
La rateizzazione su base decennale è su richiesta del diretto interessato ma non è per tutti. Le condizioni di grave difficoltà, insomma, non dipendono da una percezione soggettiva bensì da un requisito-base.Quale? Se si tratta di una persona fisica o una ditta individuale: bisogna che la rata pesi sul reddito mensile per una percentuale «superiore al 20%» (e il riferimento del reddito lo dà «l’indicatore situazione reddituale Isr indicato nel modello Isee»). Nel caso che la questione riguardi un altro tipo di impresa: si può entrare nel canale straordinario (decennale) solo se l’importo della rata supera «il 10% del valore della produzione mensile» (e l’indice di liquidità «ricavato dai dati di bilancio dev’essere compreso fra 0,5 e 1»).
QUANTE RATE: CHI DECIDE Se ricade in questa possibilità di allungamento, non è però il cittadino a decidere in quanti anni avverrà la restituzione del debito. Il ministero ha pubblicato una doppia tabellona specifica: la durata dipende esattamente da quanto pesa in percentuale la rata del debito sul reddito o sul valore della produzione. Per fare un esempio: l’indebitamento può spalmarsi su 90 mesi quando l’importo di ciascuna rata rappresenta dal 13,41% al 13,60% del valore della produzione (idem se è dal 26,81% al 27,20% del reddito mensile). Altro caso come riferimento: potrà suddivirsi in 100 mensilità qualora la rata arrivi a importi dal 15,41% al 15,60% del valore della produzione o dal 30,81% al 31,20% del reddito mensile.
RATE: SI CHIEDONO COSÌ
La linea di confine si attesta sui 50mila euro. Chi ha un debito che non arriva a quella cifra può cavarsela con una domanda semplice e, in base a una direttiva interna di Equitalia del maggio scorso, non ha da produrre nessun documento che attesti il proprio stato di disagio economico. Diverso è il caso se invece si punta a rateizzare un importo superiore ai 50mila euro: qui è indispensabile che lo staff di riscossione valuti la situazione del debitore dal punto di vista tanto economico che finanziario.
COME CALCOLARE LA RATA
Sulla homepage di Equitalia (www.gruppoequitalia.it) c’è il link “rateizzare” che apre la sezione dedicata a questo tipo di soluzioni. Da quest’ “angolo” del sito web è facile raggiungere anche la pagina in cui, grazie a un simulatore, si può calcolare la rata. Il cui importo minimo, salvo eccezioni, è di 100 euro.
Sia chiaro, come si premurano di precisare dal quartier generale di Equitalia, il simulatore è solo un calcolatore matematico che dà l’ordine di grandezza della rata conteggiata tramite la rateizzazione: dunque, non significa né che la richiesta è stata accolta né che sussistano le condizioni e neppure che il numero delle rate indicate sia quello giusto.
Vale la pena di segnalare che c’è la possibilità di chiedere che le rate siano non della stessa cifra bensì con importi «variabili e crescenti» (sperando che le difficoltà attuali si appianino in un secondo tempo).
Sta di fatto che comunque la linea di demarcazione passa sulla soglia dei 50mila euro. Ma le tipologie sono tre: 1) l’ammontare è sotto i 50mila euro; 2) l’ammontare è sopra i 50mila euro ma parliamo di di persone fisiche o ditte individuali in regime semplificato; 3) l’ammontare è sopra i 50mila euro ma siamo nel caso di ditte individuali in contabilità ordinaria e società.
A MANO O PER POSTA
La richiesta può essere presentata, allegando anche copia di un documento di identità, sia mediante raccomandata a/e sia direttamente agli sportelli presenti sul territorio.
E se ci sono rateizzazioni già in corso? Resta la possibilità di chiedere dilazioni di pagamento se vengono iscritte a ruolo altre somme. Con una distinzione: se sommando il nuovo importo al debito residuo si resta sotto i 50mila euro, la modalità è quella semplificata. Se il nuovo debito non arriva a 50mila ma con il debito residuo sì, si può scegliere se la modalità semplificata o no. Nel caso che il debito successivo superi già da solo i 50mila euro, si finisce per utilizzare le regole per quella fascia di importi.
PROROGA IN EXTREMIS
Se anziché tornare a galla, il debitore è in situazione sempre più grave e non ce la fa a reggere il peso né del piano “normale” (su 6 anni) né di quello “straordinario” (decennale), ecco che si può domandare – una volta sola – una proroga fino a 72 rate mensili o anche a 120. Questa opportunità vale anche per i piani già in corso al momento dell’approvazione del decreto.
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